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Continuando a contemplare il giardino altrui, non proveremo alcuna soddisfazione. Solo impegnandoci a coltivare il nostro giardino potremo assaporare pienamente il frutto della vita.

DAISAKU IKEDA.

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Giusto perché sono buddista, stavo andando a comprare la nuova edizione del Sutra del Loto in libreria. Sul sito Esperia c’è scritto così:

Sin dalla sua apparizione in Cina nel III secolo a.C. il Sutra del Loto è stato considerato una delle più importanti scritture del Buddismo Mahayana. Ricco di splendide immagini letterarie e di celebri parabole, rivela che la suprema illuminazione è inerente e accessibile a tutti gli esseri viventi. Per la prima volta viene pubblicata in italiano la versione tradizionalmente conosciuta come “Triplice Sutra del Loto”. Apre il volume il Sutra degli innumerevoli significati, considerato il prologo e articolato in tre capitoli; seguono il Sutra del Loto e il Sutra di Virtù Universale, che ne è l’epilogo.  L’edizione italiana si basa sulla traduzione inglese curata da Burton Watson, professore di Lingue e Culture Asiatiche alla Columbia University, uno dei massimi esperti di lingue orientali antiche, in particolare cinese e giapponese.

Ci tenevo ad avere quest’edizione, perché il Sutra del Loto è il libro su cui si fonda il mio tipo di Buddismo, il Buddismo di Nichiren Daishonin, praticato dalla associazione laica per la creazione di valore Soka Gakkai Internazionale. L’ho già letto molte volte, ma ci tenevo a leggerlo così: la copertina è bellissima, uno spettacolo per la vista e il contenuto è superbo in questa traduzione perfetta. Alla lettura, sembra più che altro una rappresentazione teatrale, dato che ci sono molti personaggi, ambientazioni magiche, parabole, incantamenti, meraviglie, gemme preziose, esseri divini, mostri ed, infine, i Bodisattva della Terra, cioè noi uomini comuni incaricati di propagare questo insegnamento finale, narrato qui da Shakyamuni, il Budda Originale.

I sutra sono gli insegnamenti orali che Shakyamuni, V secolo A.C, lasciò ai suoi discepoli e che questi, nei secoli successivi, trascrissero. Per la mia corrente, questo sutra è quello che racchiude l’insegnamento ultimo del Budda. Commentato quasi subito da innumerevoli saggi e monaci, fu Nichiren Daishonin (1222/1277) a capirne la vera portata rivoluzionaria e, sfidando i regnanti giapponesi che praticavano altre correnti, subendo attentati e persecuzioni, lottò tutta la vita per propagare ciò che aveva capito con lo studio, cioè che questo insegnamento ultimo può portare tutti gli uomini alla condizione del Budda, in questa vita, qui e ora, nel nostro corpo presente, anche se siamo donne e se nella nostra vita abbiamo compiuto azioni malvagie. Per molti altri sutra buddisti, una donna può diventare illuminata come Budda solamente rinascendo uomo, dopo eoni ed eoni di pratiche austere, dopo eoni ed eoni di rinascite e morti, per l’eternità. Nel sutra del Loto, c’è Ryunyo, la figlia del re dei Naga, cioè del Re dei Draghi, che diventa un Budda, solamente donando con cuore puro la sua gemma più preziosa a Shakyamuni, nonostante sia una femmina e un mostro. E poi c’è Devadatta, monaco malvagio che tenta di uccidere Shakyamuni, ma raggiunge l’illuminazione lo stesso, perché in una vita precedente fu colui che insegnò al Budda, allora nel corpo di un re, il Sutra del Loto. Queste due parabole vengono narrate nel XII capitolo e contengono la portata più rivoluzionaria di questa corrente Buddista. Invece, la frase sulla copertina non è altro che il voto del Budda, il suo più grande desiderio, quello che tutti gli esseri viventi possano diventare sereni come lui:

Questo è il mio pensiero costante: Come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla Via Suprema e acquisiscano rapidamente il corpo di Budda?.

A tale scopo, il monaco Nichiren istituì la recitazione di Nam Myoho Renge Kyo, che non è altro che il titolo del Sutra del Loto, e dipinse l’oggetto di culto “per l’osservazione della mente” su una pergamena, IL GOHONZON, che poi rappresenta la nostra vita e reca quella frase impressa in caratteri giapponesi al centro, dunque non rappresenta una divinità, anche perché nella mia corrente Shakyamuni è solamente un uomo davvero molto saggio, che vuole propagare la sua condizione a tutti noi. Ecco perché possiamo raggiungere la Buddità così come siamo.

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Dette queste cose, ci terrei a raccontare come, nel breve tragitto da casa mia alla libreria, la mia vita sia stata messa a rischio più volte da più di una persona spericolata alla guida.

Tenendo conto che stavo percorrendo una via abbastanza corta e stretta, ai cui lati sono posizionate nell’ordine  materne, elementari, un asilo nido, una biblioteca, giardinetti publici ricolmi di bambini, prima mi fermo per far attraversare delle mamme coi passeggini e vengo superata per ben due volte, dico due volte da ferma, da due macchina diverse, che hanno impedito il passaggio alle mamme, non avendole probabilmente nemmeno viste o “considerate”, poi vengo superata nuovamente, mentre stavo mantenendo il limite di velocità, anche vista la zona “delicata” dove mi stavo trovando. Dopo, un uomo è passato dritto e davvero veloce, non fermandosi allo stop, senza nemmeno rallentare, oltretutto guardando con aria di sfida quello davanti a me, che ha inchiodato e per un pelo non gli stavo per finire addosso.

Per ultima cosa, appena uscita dalla libreria, un uomo maturo in moto non si è fermato mentre stavo attrevaersando sulle strisce pedonali e mi ha praticamente schivata a un millimetro dai miei piedi. E per ultimissima, scena agghiacciante, l’autobus un po’ più avanti a me si ferma per far scendere i passeggeri,  il tizio in macchina dietro all’autobus inizia il sopasso, se non che  quasi travolge il ragazzo che, sceso, stava per attraversare anche’ egli sulle strisce, semi-nascosto sempre dal mezzo.

MI CHIEDO DAVVERO PERCHÉ A ‘STO MONDO CI SIANO PERSONE a tal punto INCIVILI E IMBECILLI da permettersi DI GIOCARE CON LA MIA VITA E QUELLA DI ALTRE PERSONE IGNARE!!! PERCHÉ!?!?

*elena è molto arrabbiata*

L’età non è una scusa per rinunciare. Se vi permettete di diventare passivi e vi tirate indietro sarete sconfitti. Può esistere un’età per il pensionamento nel lavoro, ma non nella vita. Allora come si può andare in “pensione” nel mondo della fede? La Legge buddista è eterna, permea le tre esistenze, mentre perenne giovinezza e vita eterna sono i benefici della fede. DAISAKU IKEDA.

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Da Buddismo e Società nr. 163. Estratto dalla spiegazione del presidente della Soka Gakkai e mio maestro Daisaku Ikeda dello studio di Aprile del Gosho La voce pura e risonante di Nichiren Daishonin.

N.b: Nichiren visse nel Medio Evo, per cui in quel periodo il Giappone era diviso in tanti piccoli “regni”, ognuno dei quali guidato da un signore feudale. Il presidente Ikeda, in un altro passo della spiegazione, ci spiega come oggi la sovranità risieda in ognuno di noi, in quanto viviamo in democrazie. Il maestro ci invita così a essere responsabili della nostra vita, in quanto è proprio dal miglioramento individuale che ha inizio kosen rofu. Kosen rufu nel suo più ampio significato significa operare per la pace di tutto il mondo, in concreto, a mio parere, questo non può avvenire se prima non determiniamo di portare serenità nel piccolo microcosmo che ci circonda: famiglia, università, lavoro, ecc.
Prima di tutto, kosen rufu deve partire dal nostro cuore, dal diventare persone consapevoli di quello che ci circonda ❤

Il Buddismo è ragione. Esso non è separato dalla società. E’ importante che ognuno di noi coltivi il buon senso e il discernimento. Dobbiamo rispettare e, allo stesso tempo, armonizzarci con gli usi comuni. Il nostro impegno tra la gente si basa sul rispetto della vita di ciascun individuo. Questo è lo spirito fondamentale della Soka Gakkai. DAISAKU IKEDA.
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Visto che sono malata, mi diletto a starmene a letto. Ma c’è sempre qualcuno che se ne approfitta e mi ruba pezzi di sogni. Quel qualcuno è il mio papà che si diletta rimirando la beltade della sua unica e mirabil figliuola. Ultimamente fa cose strane, l’avevo detto che sta invecchiando.
Tuttavia, volevo rendervi partecipi di strani fatti che mi accadono invariabilmente.
Ogni due anni, in my family, qualcuno si sposa o fa figli. E nessuno che creda davvero in dio, ma nonostante ciò,  costoro decidono di celebrare in chiesa. Matrimoni, battesimi, anniversari, ecc, ecc. La cosa più assurda è come tutti loro vengano da me e, con fare solenne, mi comunichino la decisione. Cioè che io sarei la persona deputata per fare la madrina o la testimone. Nonostante io sia buddista. Ormai lo sa anche il prete che mi guarda male, ma fa finta di non sapere. La prima volta mi disse: “mi basta che tu non sia divorziata” e già qui mi sarei voluta mettere a piangere. Punto primo. Ero troppo giovane. Punto secondo. Che anacronismo! Però, io rispetto gli altri, basta che nessuno mi venga a rompere, cercando di impormi il suo punto di vista. Dialogo si, imposizione no, della serie. Con un altro parroco abbiamo ingaggiato una disputa dottrinale al termine della quale non ne potevamo più. Alla fine mi ha fatto fare la madrina del mio cuginetto.
Ora, mi chiedo: perché proprio io che sono notoriamente la matta della famiglia!? Accetto sempre, perché alla fine mi fa piacere fare contenti i miei parenti, ma questa volta mi tocca un matrimonio iper tradizionale e io sarò la testimone e, visto che la sposa è 1.80 senza tacchi, mi toccherà mettere scarpe alte, che io detesto e la messa durerà circa otto secoli. La sposa ci tiene che io per una volta sia vestita da femminuccia vera. E io non potrò passare i tre quarti della cerimonia fuori a chiacchierare coi vecchietti che si fumano cicchini. Belli come il sole.

Lo so, è un duro lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo!

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Chiedo a ciascuno di voi di lottare per il vostro a l’altrui benessere! Lottare per svilupparsi! Lottare per vincere! La vita è lotta per raggiungere i propri scopi; è impegno e sforzo. Per quanto intelligenti possiate essere, la sola mente non può essere garanzia per il vostro futuro. DAISAKU IKEDA.

Oggi e ieri sono state giornate particolarmente sofferenti. In questo periodo sto cercando di sfidarmi tantissimo e ne stanno venendo fuori di tutti i colori.

Ieri una delle mie co-responsabili adulte mi ha chiesto se la potevo accompagnare ad un meeting (zadan-kai). Ok, su tutte le mie co-responsabili giovani ed adulte, me l’ha chiesto proprio quella che mi mette un movimento interiore allucinante. Quando la incontro, alle riunioni, mi fa venire voglia di scappare a gambe levate. Anche adesso, sto facendo una fatica a scrivere assurda. Avete presente quelle persone che per qualche motivo strano vi mettono in subbuglio? A voi capita o sono io a essere matta!? Comunque!!! La trovo arrogante, specialmente verso noi giovani, ci tratta sempre un po’ come inferiori, perché comunque lei è buddista dal 1989, esattamente da quando sono nata io, quindi da una paccata di anni e sa tantissime cose e un po’ lo fa pesare! Poi è una di quelle persone che non sta mai ferma, è angosciante, è iperattiva. Deve sempre intromettersi in tutto. Le sue esperienze sono sempre le migliori, dunque interrompe chiunque stia parlando per raccontarle, fa sempre battute a cazzo. È proprio invadente. Insomma, visto che in questo periodo ho deciso di combattere contro i miei punti deboli, le ho detto di sì, che la sarei passata a prendere e po l’avrei accompagnata, visto che quello dove doveva andare è il mio gruppo. Prima che mi dessero la “nomina”, sono stata lì da tre anni. In quel gruppo ci sono le persone a cui voglio un bene dell’anima, le persone che stimo e che mi hanno fatto vedere come si vive. Come si vive. Non come si vivacchia, non come si tira a campare, ma come si vive con coraggio! Con sincerità, con lealtà! Insomma, in quel gruppo c’è la mia seconda famiglia. Ci ho recitato tanto su e ho capito una cosa fondamentale. Io ho paura di lei perché ho paura di me, perché odio me, ho il terrore fottuto di essere una persona così pesante. E alla fine, lei non è nemmeno così atroce. Sono io che in lei rivedo me e, dunque, vorrei scappare se la incontro. Ecco il motivo della mia grande sofferenza, quella di tutta una vita: vorrei scappare da me, vorrei essere un’altra, ma non posso. Sono costretta a stare con me. E sapete una cosa!? Pensare queste cose è una delle offese più grandi che potrei fare alla Legge Mistica, come se strappassi il mio Gohonzon e poi lo bruciassi. Ogni vita è degna di essere vissuta. Ogni persona è perfettamente dotata così com’è. Non c’è nessuno inferiore o migliore. Io so che col Buddismo posso tirare fuori le mie potenzialità e riesco a vedere chiaramente che anche io, “in potenza”, sono un Budda, così come tutti voi. E sono tanto brava a vedere la potenziale Buddità degli altri, a spronarli, ad aiutarli e poi con me sono sempre una grande stronza. Così, ecco il mio nuovo unico obiettivo: conoscermi e amarmi fino in fondo. Ho ri-determinato! Ho capito ancora una volta come tutto parte da me. Quando mi lamento per una determinata persona, devo iniziare prima il lavoro su di me.È vero o no che “ho trasformato” le peggiori situazioni, facendo daimoku proprio per la felicità di quelle persone lì che mi odiavano!? E poi il meeting è andato bene e lei si è dimostrata saggia e intelligente. Inoltre, davvero incoraggiante. Una forza della natura!

Oggi pomeriggio, come se non bastasse, mi è arrivata la mail con la comunicazione della divisione del settore. Come già avevo detto, la mia associazione religiosa comprende tante persone, anche nella nostra piccola città siamo tantissimi.Dunque, per comodità e per ragioni organizzative, i nostri maestri hanno pensato di creare gruppi, settori, capitoli, hombu, territorio. I gruppi sono quelli dove si riuniscono le persone, a seconda del quartiere della città dove risiedono, e si vedono una volta alla settimana; ogni settimana si parla di un argomento. Ogni gruppo in casa di una data persona che mette a disposizione la sua casa. A regola, i settori riuniscono tre/quattro gruppi. I capitoli riuniscono tre/quattro settori. Gli Hombu riuniscono tre/quattro capitoli e via dicendo. I gruppi hanno uno o due responsabili, i settori hanno anch’essi responsabili, così come i capitoli, gli hombu, ecc. In questo modo, i responsabili possono comunicare il più velocemente possibile tra loro e con i membri, tutte le comunicazioni girano in modo tempestivo, possiamo aiutare il più persone possibili. Noi responsabili di settore siamo “incaricati” di aiutare le persone e i responsabili dei gruppi per ogni tipo di problema. Insomma, siamo così tanti, i gruppi sono così tanti, che il nostro settore e il capitolo si dividono in due. Oltre a quelli che ci sono già e che rimangono come sono. In teoria è una bellissima cosa, vuol dire che stiamo crescendo. In pratica, a volte, può essere traumatico, dato che inevitabilmente persone che hanno condiviso tantissime esperienze si ritrovano un po’ più distaccate ta loro. Io ho già “passato” la divisione del mio gruppo. Il mio gruppo si trova(va) in una delle zone più sperdute della periferia, a una mezzora di macchina dal centro,  in un posto dove ci sono quattro gatti e due paeselli. Insomma, in un anno, abbiamo avuto un numero di nuovi membri così ampio che abbiamo dovuto dividerci.Io l’avevo presa abbastanza bene, avevo capito il perché di questa cosa: UNA VITTORIA DI KOSEN RUFU! Ma in tanti l’avevano presa male, perché si creano dei legami fortissimi, delle belle amicizie basate sulla fede, ecc.

Insomma, prima, apro la mail e scopro di essere nel settore lontana dal mio vecchio gruppo, lontano dai miei amici, dalle persone che conosco. Questo nuovo settore comprende gruppi che, al loro interno, hanno persone a me sconosciute, perché sono i gruppi lontani da quello dove andavo io. L’ unico essere con cui ho avuto il piacere di fare consocenza è un uomo con cui una volta ho avuto un pesante scazzo, tanto che quest’ultimo si era andato a lamentare con il suo responsabile di settore e blabla. E che ci volete fare, io davanti alle cattiveire gratuite non so star zitta. Suvvia! Che poi, anche qui… mesi fa avevo messo come obiettivo davanti al Gohonzon di conoscere quanti più compagni di fede possibile, perché conoscerli è bellissimo. In particolare, gli adulti che hanno tanta esperienza e sanno tantissime cose. Adoro farmi spiegare argomenti di studio che magari mi viene difficile da capire o chiedere loro chiarimenti su altri aspetti, magari più pratici, o sulla mia vita. Insomma, questa è una cosa bellissima 🙂 Mi sono resa conto che ho ottenuto quello che volevo di più al mondo 🙂

Ah, la mia vita col Gohonzon è straordinaria 🙂 🙂 🙂 E ancora più straordinario è pensare che il Gohonzon, il nostro oggetto di culto, rappresenta la nostra vita e nessuna divinità. Quindi dire che la mia vita con lui è straordinaria equivale a dire che la mia vita lo è ❤

Tutto risolto 🙂

P.S: scusate, ma oggi ho un’ansia assurda, quindi sarà tutto confuso quel che ho scritto 🙂 Ho scritto troppo, anche. per di più. insomma, eheh. 😀

Perchè a volte sembra che le nostre preghiere non ottengano risposta? Ciò è la manifestazione della saggezza del Budda, perchè possiamo approfondire la nostra pratica e la nostra vita, diventando sempre più forti e assicurandoci la fortuna. Se ci fosse risposta immediata a ogni nostra minima preghiera diventeremmo pigri e ci lasceremmo andare. In questo modo perderemmo la speranza di costruire un’esistenza solida, basata sulla dignità. DAISAKU IKEDA.

GIORNO PER GIORNO - 17 MARZO.

Non dovete permettere a voi stessi di invecchiare prima del tempo. Vi prego di vivere con uno spirito giovane. Questo è l’insegnamento del Buddismo ed è il modo in cui si dovrebbe vivere. Se decidete di impegnarvi per il bene degli altri ringiovanirete. Se dedicate la vita ad aiutare gli altri, rimarrete giovani. E’ la promessa di Nam myoho renge kyo. DAISAKU IKEDA.