Avevo bisogno di mangiare da sola. Da sola senza mia mamma mia nonna mio padre che mi guardano mentre mangio e CONTROLLANO che io non esageri, che tra parentesi io non esagero mai, ma per loro eccome. Loro, perennemente a dieta e magri di costituzione, hanno generato me. TU GUARDA IL CASO A VOLTE. Mia madre ha poche tette e il culo piatto ed è più alta di me. Io sono culona, ho i fianchi larghi e non sto perennemente con la bilancia in mano in preda ad un’ansia incontenibile. I miei genitori e io siamo diversi in tutto, loro avrebbero voluto fossi come loro.  Precisa e magra. Invece no. Sono un’unica figlia, unicum della famiglia per molti motivi, perché io sono quella pazza credo, e per questo sono la pecora nera. Negli ultimi anni ho instaurato rapporti con loro, abbastanza affettuosi, però non posso viverci insieme oppure mi prende un’angoscia atavica, la stessa che la notte non mi faceva dormire da bambina. L’ultima che ho fatto, imperdonabile ai loro occhi: comprarmi il biglietto per un concerto di un famoso e straordinario bluesman per poi andare al teatro da sola. Avrei potuto inventare una balla, inventare un incontro con qualcuno per poi andare, come stasera. Ma non avevo voglia.
DIRE BALLE ALLA LUNGA STANCA.

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