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Sto leggendo il nuovo Buddismo e Società, numero 169. Appena aperto, ho trovato questa frase e non è un caso. Troppo spesso considero il mio karma come una prigione, come una spirale di merda pesantissima, che oltretutto coinvolge tutta la mia famiglia. Si chiama karma familiare, quando ti accorgi che tutti i tuoi familiari soffrono per medesime dinamiche di problemi. Il nostro è tutto fatto di malattie, morti tragiche e malattie della mente, rapporti sbagliati tra di noi ed in più ognuno ha pure il suo karma personale. Sembra tutto un vero schifo. In realtà, se ci penso mi accorgo di essere stata fortunata ad aver incontrato il buddismo, che mi ha permesso di fare luce in queste dinamiche e di porre controtendenze. Adesso vado d’accordo coi miei parenti, coi miei genitori, ho fermato inspiegabilmente la malattia, ho fermato la depressione, ho superato il lutto peggiore che io abbia avuto ed ho interiorizzato il concetto di morte. Adesso sto affrontando altri problemi, una volta superato il peggio sto “affinando” la mia vita per migliorare ancora quei lati di me più duri a morire, duri a migliorare. Vorrei davvero essere il faro della mia famiglia, il suo pilastro. Costruire un IO INCROLLABILE e piu imponente del monte Fuji, come dice sensei Ikeda è la missione primaria di noi giovani. ❤

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