Ho passato almeno gli ultimi dieci mesi a praticare pochissimo il Buddismo e ad annullarmi per gli altri. A vedere solo la mia sofferenza. A chiudermi in casa. Poi, un giorno di qualche settimana fa, le mie amichette/compagne di fede si sono rotte il cazzo e hanno cominciato a piombarmi in casa di giorno e di notte, a trascinarmi fuori casa in pigiama. Ho riniziato a recitare daimoku con una fatica che sembrava che il mio cuore sanguinasse e si strappasse. Mi facevano studiare a forza i gosho e i principi, mi trasportavano di peso a meeting, recitazioni, riunioni varie. Un giorno, una di loro, Nicole mi ha detto: “Pensa solo a Nam Myoho Renge Kyo, non alle tue sofferenze. Se pensi solo alle tue sofferenze, diventi egoista e non aiuti nessuno. Pensa ad aiutare gli altri e tutto verrà da sé”. Poi abbiamo fatto daimoku. Mi sono concentrata sugli ideogrammi di Nam Myoho Renge Kyo sul Gohonzon, mentre sentivo dentro sempre più amore verso di me, mi sono sentita veramente una torre preziosa. Ho riniziato per la milionesima volta a leggere un libro di Ikeda che provavo a leggere da quattro anni, dall’inizio del mio percorso, e sono riuscita non solo a leggerlo, ma anche a sentire che quei principi sulla morte sono veri. Quando una persona muore, il suo corpo muore, ma non il suo karma che va nell’universo, e a secondo di quale dei dieci mondi [(stati vitali) http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/DieciMondi.php  ] ci appartiene nel momento della morte, il nostro karma va a fondersi col mondo corrispondente dell’universo, dato che pure quest’ultimo li contiene tutti e dieci. Così ho sentito dentro anche l’importanza di mantenere alto il nostro stato vitale col daimoku: più alto è, più ne beneficia anche il nostro ambiente, cioè la nostra famiglia, il nostro ambiente di lavoro, il nostro gruppo di amici, ecc. Il libro è I MISTERI DI NASCITA E MORTE del mio maestro Daisaku Ikeda. Ora, so che sembrano tante parole senza senso, ma finalmente riesco ad avvertire questo nella mia vita con molta profondità: il principio di non dualità tra noi e il nostro ambiente. Trovo meraviglioso che ci sia questa connessione tra noi e l’Universo intero. Per farla breve, nel giro di pochissimo, mi sono tirata su di nuovo e come mai prima. Per la prima volta, in anni, riesco a recitare daimoku con gioia, senza provare il solito grande dolore, senza avere la voglia di smettere subito, mi viene naturale ed istintivo e anche la mia voce mi sostiene, mentre prima mi abbandonava sempre; adesso è forte e profonda come quando parlo o canto. Sento che è arrivato veramente il mio momento, quella svolta che aspettavo da tempo. Ho ripulito abbastanza la mia vita (e il mio karma) e so che, anche se il percorso è ancora lungo per tutta questa vita, sono a buon punto per prendere davvero in mano la mia vita e per amarmi veramente, così come sono, qui e ora. IN QUESTO ISTANTE.

Advertisements