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Potete seguire il cammino verso una vita realizzata se avete una fede tanto profonda da considerare tutto come fonte di felicità e valore. Al contrario, se guardate le cose con occhi pessimisti, la vostra vita gradualmente, ma inevitabilmente, si spingerà verso l’oscurità.
Il Buddismo insegna il profondo principio di ichinen e del potere della fede. DAISAKU IKEDA.

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Shariputra, per esempio, pratico “le austerita” del bodhisattva per sessanta eoni allo scopo di raggiungere la Buddità, ma alla fine si arrese davanti agli ostacoli e cadde di nuovo nei sentieri dei due veicoli. Perfino alcuni dei discepoli diretti di Shakyamuni, ai tempi in cui era il sedicesimo figlio del Budda Daitsu, sprofondarono nel mondo delle sofferenze per la durata di sanzen-jintengo. […] Tutte queste persone praticarono il Sutra del Loto, ma quando furono perseguitati dal Demone del sesto cielo nella forma dei sovrani o delle autorità, abbandonarono la loro fede e così vagarono per i sei sentieri, per innumerevoli eoni.
Fino a ora sembrava che questi eventi non ci riguardassero, ma adesso ci troviamo di fronte allo stesso tipo di persecuzioni. Qualunque cosa accada, tutti i miei discepoli devono serbare in cuore il grande desiderio di raggiungere l’Illuminazione.

Da “Il cancello del drago” (gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 4, pag. 276)

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dal gosho di Nichiren Daishonin “La difficoltà di mantenere la fede”. (foto: da Buddismo e società di Gennaio e Febbraio 2015).

Nichiren Daishonin scrisse questa lettera ad uno dei suoi discepoli più fedeli, il samurai e medico Shijo Kingo, nel 1275.

Shijo parlò del buddismo del Sutra del Loto al suo signore feudale, Ema, che però seguiva il prete Ryokan, appartenente ad un’altra scuola scuola buddista; per questo motivo venne duramente osteggiato, il suo signore gli tolse i feudi e i suoi compagni d’arme tentarono di ucciderlo a più riprese. Nichiren gli scrisse lettere di incoraggiamento in cui lo spronava a mantenere la fede; in questa, in particolare, risponde alle lamentele del suo discepolo, riguardo al fatto che non aveva benefici dalla pratica, ma solo ostacoli. Nichiren gli spiega che il devoto del sutra del Loto sarà sempre osteggiato e che sorgeranno molti ostacoli dinnanzi a lui; proprio tenendo duro, continuando a recitare il daimoku, studiando il Buddismo ed agendo coraggiosamente, infatti, l’uomo può progredire. Come dice il nostro attuale maestro Daisaku Ikeda, La Buddità, decimo mondo e stato vitale del Budda, è raggiunta dall’uomo comune, ma anche dal Budda stesso (in questo buddismo il Budda è un uomo, come tale tutti noi possiamo arrivare alla Buddità/Illuminazione come lui), non in assenza di problemi, ma proprio non facendoci travolgere da essi. IL CORAGGIO è ESSENZIALE. ❤

Sempre sorridente, agisce con naturalezza creando attorno a sé un’atmosfera piacevole. Sono sempre stato grato a mia moglie per questo suo modo di essere. DAISAKU IKEDA – LA MAPPA DELLA FELICITÀ – 27 FEBBRAIO.

In origine, la vita di ciascuno è uno specchio splendente. La differenza emerge in relazione al fatto di lucidare questo specchio: uno specchio lucidato riflette la vita di un Budda, mentre uno specchio appannato riflette quella di un comune mortale. La recitazione di Nam myoho renge Kyo lucida la nostra vita. DAISAKU IKEDA.

Chi loda un amico per i risultati ottenuti e si rallegra con lui, accumula fortuna nel proprio cuore. Al contrario, chi invidia e non apprezza i successi degli altri, annulla la propria fortuna. Una donna che rende felici i suoi amici è esperta nell’arte della felicità. DAISAKU IKEDA.

Il Buddismo insegna che la vita abbraccia in ogni istante tutti i fenomeni. Questa è la dottrina del mutuo possesso dei tremila mondi, insegnamento definitivo del Sutra del Loto ed essenza del Buddismo. Poiché la nostra vita interagisce profondamente con quella delle persone che ci circondano, la nostra apertura, il nostro impegno nell’ambiente e nella comunità locale sono di vitale importanza. Una pratica isolata o la teoria senza azione non sono Buddismo. DAISAKU IKEDA.

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Io ho sempre sperato che qualcuno un giorno
Potesse accorgersi di noi
Ma eravamo invisibili, talmente invisibili che non ci vedevamo mai …

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Ho passato almeno gli ultimi dieci mesi a praticare pochissimo il Buddismo e ad annullarmi per gli altri. A vedere solo la mia sofferenza. A chiudermi in casa. Poi, un giorno di qualche settimana fa, le mie amichette/compagne di fede si sono rotte il cazzo e hanno cominciato a piombarmi in casa di giorno e di notte, a trascinarmi fuori casa in pigiama. Ho riniziato a recitare daimoku con una fatica che sembrava che il mio cuore sanguinasse e si strappasse. Mi facevano studiare a forza i gosho e i principi, mi trasportavano di peso a meeting, recitazioni, riunioni varie. Un giorno, una di loro, Nicole mi ha detto: “Pensa solo a Nam Myoho Renge Kyo, non alle tue sofferenze. Se pensi solo alle tue sofferenze, diventi egoista e non aiuti nessuno. Pensa ad aiutare gli altri e tutto verrà da sé”. Poi abbiamo fatto daimoku. Mi sono concentrata sugli ideogrammi di Nam Myoho Renge Kyo sul Gohonzon, mentre sentivo dentro sempre più amore verso di me, mi sono sentita veramente una torre preziosa. Ho riniziato per la milionesima volta a leggere un libro di Ikeda che provavo a leggere da quattro anni, dall’inizio del mio percorso, e sono riuscita non solo a leggerlo, ma anche a sentire che quei principi sulla morte sono veri. Quando una persona muore, il suo corpo muore, ma non il suo karma che va nell’universo, e a secondo di quale dei dieci mondi [(stati vitali) http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/DieciMondi.php  ] ci appartiene nel momento della morte, il nostro karma va a fondersi col mondo corrispondente dell’universo, dato che pure quest’ultimo li contiene tutti e dieci. Così ho sentito dentro anche l’importanza di mantenere alto il nostro stato vitale col daimoku: più alto è, più ne beneficia anche il nostro ambiente, cioè la nostra famiglia, il nostro ambiente di lavoro, il nostro gruppo di amici, ecc. Il libro è I MISTERI DI NASCITA E MORTE del mio maestro Daisaku Ikeda. Ora, so che sembrano tante parole senza senso, ma finalmente riesco ad avvertire questo nella mia vita con molta profondità: il principio di non dualità tra noi e il nostro ambiente. Trovo meraviglioso che ci sia questa connessione tra noi e l’Universo intero. Per farla breve, nel giro di pochissimo, mi sono tirata su di nuovo e come mai prima. Per la prima volta, in anni, riesco a recitare daimoku con gioia, senza provare il solito grande dolore, senza avere la voglia di smettere subito, mi viene naturale ed istintivo e anche la mia voce mi sostiene, mentre prima mi abbandonava sempre; adesso è forte e profonda come quando parlo o canto. Sento che è arrivato veramente il mio momento, quella svolta che aspettavo da tempo. Ho ripulito abbastanza la mia vita (e il mio karma) e so che, anche se il percorso è ancora lungo per tutta questa vita, sono a buon punto per prendere davvero in mano la mia vita e per amarmi veramente, così come sono, qui e ora. IN QUESTO ISTANTE.