Mi hanno sempre affascinato le crisi, per tutto quello che vogliono dire, per tutto quel che ne viene dopo, per tutto ciò che fanno scaturire.

Un giorno, la mia vita, la vita di una elena di provincia qualunque, è stata sconvolta da una tempesta. Naufragi e zattere, l’arrivo su una riva incerta e sconosciuta, come un Robinson ricostruire da zero una civiltà della mia anima. Dalle rovine, cosa è sorto? Una nuova me stessa? una riparazione della vecchia me stessa? una nuova fiducia nel potere di Nam myoho renge kyo?

Non lo so per certo, sono sempre io, la stessa casinista, mediamente pazza, confusa e incerta, sicuramente più bella, più matura, con idee chiarissime su ciò che voglio essere e su ciò che voglio dalla vita, già applicate alla realtà. Adesso so per certo che sono fortissima, mentalmente e fisicamente … non che prima non ne avessi avuto prova, anzi … ma adesso sento la forza del leone, sento la mia voce nel daimoku come un risonante ruggito.

A volte piango, ho paura, ma poi sento dentro che la vita è una meraviglia, nonostante tutte le sofferenze, nonostante tutte le prove, a volte durissime, che la vita mi ha sempre costretto ad affrontare, fin dall’ uscita dal ventre di mia madre. La vita … cos’è la vita?

Vita, sei un’ accozzaglia di eventi, di perdite, di arrivi, di partenze, di prediche e paternali, di scranni, di potere, di povertà, di bellezza, di brutture, di mostri e sogni, di storie e fantasmi, ma, dio, quanto sei bella. DIO, QUANTO SEI BELLA.

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