ieri sono uscita. sono andata con la mia amica e i cani al centro sociale di una città vicina alla mia. mi ha riportata a a casa alle otto di mattina. non avevo soldi e cellulare, diluviava. ero cosi bagnata da potermi strizzare. un tipo molesto mi ha fatto prendere una testata su un tubo e un colpo a un braccio contro uno stand di un gruppo. l’hardcore proprio non mi piace. ho trovato lorenzo da mantova e ho parlato con lui, dopo che la mia amica spariva e ricompariva. io volevo farmi i cazzi miei e anche questo lorenzo, che tra l’altro era proprio un bel tipo. due settimane fa ho conosciuto il fotografo di un altro gruppo di suonatori di banjo, stati uniti, un brasiliano simil svedese che però vive a manhattan. Entrambi biondi. entrambi alti e massicci. magari, però, conoscessi pure qualcuno che sta qui vicino sarebbe meglio, per quanto in questo periodo gli uomini DEBBANO restare lontani da me.
alla fine ho parlato con questo tipo, mi sono fatta una passeggiata, intanto era giorno e vedevo chiaramente la sua pelle bianchissima, che stonava non poco con la mia. è stato bello trovare qualcuno con cui poter scambiare parole e pensieri, anche in quel brutto parcheggio di periferia. è stato strano avere l’ennesima delusione dalla mia amica, a cui ho dato mille milioni di possibilità e che ogni volta mi piglia per il culo, tranquillissimamente. è stato bello notare come un suo amico punkabbestia mi trattasse da cretina, perché io faccio un tipo di vita diversa e non mi vergogno di sorridere e di dire che ho sonno e sono stanca e vorrei tornare a casa.

in fin dei conti, trovo una completo distacco da quella che sono io adesso e quello che c’è intorno, sia in questo mondo che in quello che frequentavo prima, ripieno di radical chic che dichiarano di leggere i classici e d vedere film “impegnati” e poi non lo fanno.

in fin dei conti la mia psicologa ha detto che, per le scelte che ho fatto io, sarò sempre più sola; che forse però avrò la fortuna di trovare qualcuno adatto a me. FORSE.

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