Sono le due e ventisette di un venerdi a caso. Anzi di un sabato a caso. Sabato a caso di un periodo a caso in cui cerco di ri-infilare cose non a caso nel buco nero rimasto dopo che la mia vita precedente è finita.

E sapete una cosa: sto tornando me stessa, la Elena che fa dei casini, la tipa confusa e bislacca. La tipa che dice in faccia agli sconosciuti quello che pensa. Quella felice e tre secondi dopo triste. Quella che, mentre cammina, canta. Quella che parla sempre e fa le facce buffe e gesticola. Quella che attacca bottone con tutti. Quella che fa ciò che vuole e non sta a vedere l’opinione che gli altri hanno di lei. Quella che cammina scalza sui prati. Quella che abbraccia le persone.

Elena sta anche riconsiderando il suo concetto di castità. Non è poi così male.

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