Pensavo agli ultimi 1095 giorni sprecati e buttati nel cesso, con tanto di sciaquone tirato. Pensavo.
Questi stronzissimi non torneranno più ed io li ho cretinamente sprecati dietro a bisogni altrui, storie altrui, ferite altrui, che io non potrò personalmente mai sanare. Mai. Mai. Anche se lo pensavo, perché sono un’ingenua con istinti insopprimibili da crocerossina. Perché fondamentalmente dovrei farmi la mia vita e non quella di altri individui.
E adesso che non mi do più, almeno per ora, mi sento protetta, ma sono pur sempre gabbie.

Le gabbie che ci autoinfliggiamo sono sempre le più dolorose.

E ho dei chiodi piantati sulla pelle e spine nei fianchi e il cuore scoppia. Oggi, però, ho già mangiato.
Ciao.

P.s: e non venitemi a dire che tutto fa brodo nella vita. UN BEL CAZZO.

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