Archives for the month of: May, 2014

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Prima stavo facendo daimoku e gongyo mattina.

Ho avvertito che, per la prima volta in tre anni, riesco a volermi bene davvero; o meglio riesco a provarci.
Dentro il mobile, in giapponese butsudan, c’è la pergamena con inscritti i caratteri di Nam myoho renge kyo, il Gohonzon, nostro oggetto di culto. Il Gohonzon non rappresenta alcuna divinità, solamente la mia vita e quella degli altri. Ecco perché ho sempre fatto tanta fatica ad andarci davanti per pregare: non ho mai accettato di “venerare” me stessa, ho dato tutto alle persone che mi erano vicine e a me nulla!

Tornando a ciò che volevo dirvi, che  in questi giorni divago come pochi, ho scoperto di essere dolce e tenera. Me lo dicono le persone che mi conoscono. Non c’è giorno in cui qualcuno non me lo faccia notare. Prima riuscivo a tirare fuori questa parte di me solo con bimbi e animali, mi è sempre venuto istintivo giocare con loro e fargli le coccole.
Poi sono diventata buddista, i miei compagni di fede mi abbracciano e baciano. Ultimamente c’è questa signora anziana, Annamaria, che non fa altro che ripetermi che sono meravigliosa e … giù di baci e buffetti 🙂 A me fa anche piacere, i miei genitori non sono molto affettuosi e, anche se ormai sono grande, ho sempre bisogno di tenerezze!

Mentre facevo daimoku ho sentito nel cuore che sono diventata tenera perché non provo più astio per il genere umano (con qualche eccezione, ovvio 😀 ). Per il mio Buddismo, potenzialmente, siamo tutti già dei Budda, basta solo scoprire come poter tirare fuori il potenziale, e questo io lo avverto con le altre persone.
Mmm, ho deciso di fare un milione di daimoku con lo scopo di sentirlo anche per me 🙂

 

***BELLA NOTIZIA***: io e le mie amiche abbiamo messo su un club del libro, che ancora nella mia città non era presente. Chiunque abiti a LA SPEZIA e dintorni e volesse partecipare, non esiti a contattarmi!

Primo libro scelto:
Eureka street – Robert Mc Liam Wilson.

 

P.S: il mobiletto me l’ha costruito la mia amica speciale, che mi ha fatto shakubuku (= mi ha fatto conoscere il Buddismo) e che adesso sta a Roma a fare l’ISIA. bea ti voglio bene ❤

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Mappa della felicità:

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Vi auguro una buona giornata ❤

Ieri ho passato una giornata davvero brutta, ricolma di stanchezza, zero concentrazione e gran sonno. Poi mi sono dovuta richiappare, dovendo andare a sostituire una mia compagna di fede allo studio dei principi, rivolto soprattutto a chi da poco è buddista e ai curiosi. Ho saputo di quella sostituzione solo un’ora prima, ma ho comunque fatto il possibile per prepararmi al meglio, affinché poi potessi esporre in modo chiaro. Alla fine, sono tornata a casa più stanca che mai e desiderosa solamente di piombare nel letto.
In realtà, non so perché vi sto raccontando queste cose, volevo dirvi altro.

Ieri pomeriggio, ero molto triste e abbattuta, pensando a molte persone perse per strada e ad alcune che sto perdendo in questi giorni. Pensavo anche alla mia fatica di reggere tutti gli stress che mi stanno cadendo addosso. Pensavo a come io abbia sempre perso amici, invischiatisi in brutte compagnie. Ho perso la persona a me più cara per questo motivo. Soffro, a volte, pensando a come le persone spesso preferiscano avere altri amici rispetto a me e mi smollino magari per persone del tutto opposte a quello che sono io. Pensavo di essere pesante, insopportabile, lagnosa, sempre malinconica, certamente poco piacevole, con cui nessuno desidererebbe passare del tempo. Stavo rischiando di affogare nei brutti pensieri, quando ho deciso che forse sarebbe stato meglio leggere qualcosa del mio maestro, Ikeda. Quando sono giù di morale, prendo un suo libro e lo apro a caso; in genere, trovo sempre un brano che c’entra in modo pregnante coi miei pensieri, mi sento incoraggiata e sto meglio. Così è accaduto anche questa volta, riguardo ai brutti pensieri sulla cattive compagnie:
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E la frase della Mappa della felicità – Parole dedicate alle donne, sempre del nostro maestro Ikeda:

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SI, VABBÈ... PENSIERI SPARSI E CONFUSI.

Poi arriva quel momento meraviglioso in cui comprendi veramente come gli anni passati dietro alle persone siano stati inutili. Anni passati ad ascoltare, a chiamare, a dare passaggi, a esserci sempre e comunque, per ogni cosa.

Poi arrivano quei momenti in cui mi incupisco, in cui ho le visite, in cui cerco di affrontare tutto e, immancabilmente, torna fuori il mio demone dell’oscurità, quello che mi fa chiudere in casa, quello che fa apparire me stessa a me stessa come la solita balena stupida e brutta e incapace.

Poi capita anche che, proprio in quel periodo, la persona a cui avevi dedicato anni preziosi della tua vita ti lasci all’improvviso, senza una vera ragione, dopo che tu ti sei fatta il mazzo per essere sempre il meglio per lui, e questo capita proprio in uno dei momenti peggiori degli ultimi tre anni. Certo. E capita che questa persona ti chieda se per caso non ti siano venuti i rimorsi per aver fatto una cosa secondo lui gravissima, secondo me stupida e senza alcun doppio fine. Non ho altre parole.

Tre anni fa è il termine di paragone per tutto. Tre anni fa la mia vita si è arrestata e penso che più giù di così non si possa andare. Tre anni fa tutto è cambiato e niente e nessuno potrà ridarmi quello che ho perso. Tre anni fa … si, tre anni fa.

Non ho parole per spiegare quanto a volte le persone siano insensibili.
Vorrei solo che ognuno trovasse il coraggio di affrontare i propri nodi interiori, i propri fantasmi, anche se è un’operazione dura e fa soffrire, anche se richiede tempo, spesso tutta una vita. Ma vorrei che fosse chiaro che non sarà non affrontando quei nodi che questi magicamente si scioglieranno, anzi si stringeranno ancora di più e chi ne subirà le conseguenze nel modo peggiore sarà chi vi sta maggiormente vicino, perché non potrà aiutarvi, perché non saprà mai cosa dire per risollevarvi, perché non andrà mai bene niente di quello che fa per voi, perché si sentirà sempre dare la colpa della vostra infelicità.

La vita è meravigliosa. Non sprechiamola.  ❤

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*-* Questa frase fa proprio al caso mio, oggi!
Grazie Sensei, anche i miei piedini ringraziano ❤

La parte che odio più di me: i piedi.
Sono nata con una malformazione genetica, piedi torti, con una variante piuttosto grave, per cui son stata operata più volte dall’età di tre mesi.
Ho passato 15 anni in un noto ospedale pediatrico ligure, per eliminare questo ed altri problemi.
I gessi hanno reso i “cosi” piuttosto bruttini, stringendoli  troppo, per periodi molto lunghi.
Da piccola non potevo fare molto movimento, spesso non potevo giocare, i bambini stronzi mi prendevano in giro, dato che non riuscivo a fare determinate cose, come saltare con entrambi i piedi:D
Dopo anni e anni credevo di aver superato il problema, quand’ecco che i tendini, allungati durante le operazioni, ricominciano a farmi un male cane, un mese e mezzo fa. Stamattina sono andata da un ortopedico nuovo, allievo del medico che mi aveva seguita durante l’infanzia e che ora è morto. Questo dottore mi ha prospettato tragiche conseguenze tra tipo dieci anni! Ma io tra dieci anni avrò 35 anni, mica 90! 😀 Ansia a go go, visite, fisioterapia e ecografia da fare in tempi brevi.
E io che, solo ieri, proclamavo a gran voce quanto mi piace andare negli ospedali 😀 Se non fossi buddista, dunque non superstiziosa, direi che me la sono tirata.

Perciò,  ho deciso di correre ai ripari e compiere diversi riti apotropaici, giusto nel tentativo di esorcizzare questo periodo di merda:

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Maglia di Woodstock!

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Nuovi libri 🙂

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Cannolo!

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Ok, direi che non è un caso! 😀
Grazie, Sensei!!!

Quando la mia vita va a pezzi, mi taglio i capelli. Quando devo ricostruire, mi taglio i capelli. Quando faccio chiarezza mi taglio i capelli. Quando sono a un bivio. Quando rimango sola. Quando soffro.

Una volta mi sono rapata a zero. In quel periodo mi cerchiavo gli occhi di nero. Mi vestivo di nero, non ho più smesso. Non ho mai avuto i capelli lunghi. Non mi vedo bella. La mia autostima sempre a zero.

Chi sono io? Cosa devo fare? Dove andrò? Chi sarò?
E tempo di scoprire.

Intanto, da oggi, nuovo taglio ❤

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Daimoku è recitare Nam Myoho Renge Kyo, pratica principale del Buddismo di Nichiren Daishonin.

Fare Daimoku mi permette di trasformare il veleno in medicina, far sì che le mie sofferenze si trasformino in occasioni di crescita e fa alzare lo stato vitale, dandomi energia.

Quando sto male, dovrei farlo subito, con prontezza, invece ho come un blocco, così vado a fondo, sempre di più, fino a toccare l’oscurità con la mente e con il corpo.

In questi giorni ho sofferto come un cane, sono stata proprio tanto male. Poi stamattina ho deciso di andare davanti a Gohonzon per recitare. Non dico che, improvvisamente, io mi sia sentita benissimo, il Daimoku non è una bacchetta magica, però ho trovato la forza di strappare il foglio coi miei vecchi obiettivi e scriverne di nuovi, escludendo lui (e altre cose ormai inutili) da questi ultimi. Questa volta è davvero finita. Questo è davvero un nuovo inizio.

Ricomincio da me