Billie Holiday – I’m a fool to want you: http://youtu.be/iNgy5zDtW-s

Tempo inesorabile che passa nel bambino R., che incontro in autobus in questo momento, mentre lui va a scuola ed io in biblioteca. Il bambino R. vive accanto a mia zia, vicini di portone, ma il bambino R. non è nato qui. Strana creatura, crudelmente potremmo chiamarlo “scherzo del destino”, ha visto la luce in un determinato continente, ma il colore della sua pelle appartiene ad un altro e sarebbe stato destinato chissà a quali crudeltà. Nel paese dal quale proviene, quelli come lui non sono facilmente accetti, ancor meno in un contesto degradato come quello lì.
Poi, immagino la scena, un giorno una coppia italiana (una mamma piantina secca e un babbo triste vecchia quercia solitaria), si reca in quella terra e, tra una moltitudine di bambini trasparenti dagli occhi di ghiaccio, incontra quelli scurissimi di un bambino minuscolo dalla pelle caffelatte, il più piccolo, un alberino mai una volta concimato e piantato proprio nella zona buia del giardino. E così se lo portano via con loro, non dopo una lunga trafila.
Ed è proprio vero che il concime dell’amore, dell’affetto, delle carezze, delle parole affettuose è il migliore del mondo. Il bambino R. è cresciuto e adesso è un giovane virgulto che sta crescendo dalle sue radici. Proprio quando la vita sembrava avermi fatto dimenticare di lui, troppi anni passati e mie disillusioni, eccolo, qui davanti a me, con questo sorriso felice, lo stesso di quando aveva due anni e sembrava già inesorabilmente conscio della sua fortuna.
Come ho fatto a dimenticarlo, questo sorriso?

P.s: la musica non c’entra molto, però questa stavo ascoltando, in bus 😀

mulatto

 

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