Io rido, piango e penso a te. Sono le due, è notte ed io so solo vedere. Sono le due e tutto intorno c’è la nanna. Fuori si sente un fruscio.
Ed io… Ed io…
Forse sei stato sincero, ma anche se non fosse vero, io me ne vado da qui. È tutto nero, buio. Non vedo. Non credo.
Mi sento incredibilmente bella, brutta, strana, il seno è aumentato. Il sedere anche. Mi sento strabordare.
Come un temporale,
di nuvole e sale.
Quelli che vengono qui. In riva al mare.
Volermi consolare. Amare. Abbracciare.

Volermi bene. Troppo bene. Tantissimo bene. Voler sparire. Per sempre. Voler partire e non tornare.
Colossale. Colossale.
Impresa colossale. È meglio non sfidare
la sorte, che porta morte.
Le moire. E me.
Siamo tutte qua. Filando un destino incapace di chiedere e dare.
Ed io … cosa fare!?

Io rido, piango e penso a te.
E mi bevo un tè.
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