Perché io sono sempre stata ritenuta scomoda. Scomoda come quelle pantofole di un numero in meno che la nonna ti rifila ad ogni natale e poi si nascondono nella scarpiera. Scomoda come quelle mutande strette che vanno immancabilmente tra le chiappette e danno il tormento e si buttano via…

Io sono schietta e sincera e dico quello che penso. E non sarà perché ho un blog che smetterò di essere così. Spesso mi indigno e dico le mie opinioni. Nonostante questo le persone che ho vicino mi apprezzano lo stesso. Siamo tutti diversi. I miei migliori amici (pochissimi) e alcune tra le persone che stimo di più sono sempre stati opposti a me, caratterialmente, politicamente, in termini di religione. Nonostante questo, ci vogliamo bene e sappiamo che siamo educati e corretti gli uni con gli altri, nonostante le prese in giro o termini coloriti, che a volte possono scappare.
Io non sopporto le persone maleducate che attaccano a sproposito senza aver capito bene quello di cui parlo o le persone coi paraocchi che chiudono con quelli diversi da loro. Anche a scuola, coi professori, ho sempre detto la mia e, francamente, anche se non tutti hanno capito e mi hanno penalizzata, alla lunga ho ottenuto molti risultati continuando a essere sincera su tutto. Questo è per dire che, forse, di post come quello di ieri ce ne saranno altri e non mi importa se a leggermi rimarranno due persone. L’importante è che tutti abbiano chiaro come sono fatta io. Non intendo censurarmi per paura di non piacere, che poi è quello che ho sempre fatto, da insicura, perché volevo sempre piacere a tutti.

Inoltre, partendo dal miglioramento di me e del mio nucleo familiare, sto cercando di estendere i miei principi intorno a me. I miei principi buddisti, in primis. E ritengo che per la mia vita l’indifferenza non sia mai il giusto atteggiamento. Io non mi volto dall’altra parte. Io mi esprimo, cercando di restare entro i miei limiti.

Io sono così.
Prendere o lasciare.
Nel senso.

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