Behind Blue Eyes – The Who: http://youtu.be/9LiERieLzHw

Sto scrivendo dalle scale della biblioteca, in un momento di pausa, tra piedi che mi passano davanti. Sono colpita dalla grande varietà di scarpe, dalla grande varietà di appiedati che calpestano distrattamente mattonelle ottocentesche. Queste ultime sono consunte e rovinate, quasi quanto i pesanti manoscritti che fanno capolino dalle loro galere. Sembra che mi chiamino e vogliano essere liberati. Le loro voci mi affascinano. Voci di uomini antichi e del loro sapere. Tuttavia, mentre sto cazzeggiando allegramente, penso al fatto di come avessi fatto daimoku nelle settimane scorse per prendere trenta all’esame e per farmi chiedere gli autori che sapevo meglio. È accaduto. E poi pensavo anche al fatto che tempo fa facevo daimoku per avere il coraggio di allontanare tutte le persone che mi trattavano male solo perché io, in effetti, glielo permettevo. Cavolo, devo dire che adesso ho il vuoto attorno. A big empty, tanto per citare la canzone. Ma io l’ho voluto. E sto bene.

Per tutti quelli che mi hanno trattata male, che mi hanno trattata con sufficenza più di una volta, che sono spariti, non c’è più posto. Adesso, vi arrangiate e tanti saluti!
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