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La mia vicina di casa è un’anziana signora di 84 anni, nonché nonna della mia migliore amica, la mammina della piccola Sofia.
La mia vicina è una roccia che fino a un anno fa prendeva l’autobus e se ne andava a giro in lungo e in largo. Poi un giorno, capogiro e cade a terra. Nessuno ci poteva credere. Mai avuto un raffreddore o febbre da anni e anni.
Insomma, viene fuori un tumore. La davano già per spacciata, ma nessuno aveva messo in conto un fattore, quello più importante, che chi è stato malato ben conosce: l’attaccamento alla vita . Ci sono persone che, una volta accettata la morte, non vogliono soccomberle, né subirla, né essere compatiti. E, allora, ingaggiano una battaglia. La battaglia. E avanti, avanti, vanno sempre avanti. La cosa strana è che mentre io facevo daimoku per lei, per la sua guarigione, mettevo lo scopo ogni giorno che ne venisse fuori al meglio. Certo, l’operazione le ha tolto qualcosa, ma la chemio non le ha fatto cadere nemmeno un capello e ogni giorno mi diceva la sua felicità per questa cosa. Obiettivamente qualcuno faceva notare che aveva avuto fortuna anche solo di sopravvivere, benché debolissima, e chissenefregava dei capelli. In realtà credo che a ognuno la malattia “prenda” in modi diversi e io penso che sia sempre bello ricordare che siamo donne prima che malate.
Ultimamente chiama sempre al telefono me e mia nonna per chiacchierare, tipo quelle cinque volte al giorno. E mi fa troppo ridere, perché va da tutti decantando la mia grande gentilezza e affettuosità (si dice? 😀 ) nel risponderle. Cosa che non credo vera, sono normale quando rispondo 🙂
Oggi sono tornata a casa e ho trovato l’agendina. Un’agendina del mio colore preferito. Allora poi l’ho chiamata per ringraziarla del regalo e abbiamo chiacchierato.

La verità è che penso sia un esempio, non solo per mia nonna, che ultimamente sta facendo i capricci, ma anche per me. Per me che troppo spesso dimentico la mia giovinezza. E poi, da buddista, so che non può essere un caso che sia la mia vicina, che mi capitino accanto sempre persone che, in un modo o nell’altro, vivono una storia simile alla mia. La mia missione torna sempre, mi chiama sempre. Ed io ogni giorno la rinnovo.

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