Stamani ho sentito una mia amica. Aspetta un bambino e sta tanto male. Non si può alzare e, se si alza, sviene. Questa notizia mi ha letteralmente messo in subbuglio. Mi sento triste. Allarmata. Nervosa. Preoccupata. Il tutto si intreccia al fatto che sto sentendo il buio avvicinarsi a me. Ormai sono abile nel captare i primi segnali. Mi sveglio stanca. I sogni mi parlano con più forza e sono vivi. Ogni contatto mi provoca spossatezza. Nel sonno avverto epifanie di realtà passate e mani che parlano. Toccandomi, comunicano con me. Cercano di farlo con disperazione. Ma sono mute. Non le capisco del tutto. Quando, avranno parola, o io acquisirò la capacità di sentirli ancora meglio, tutto cadrà nel profondo disperato e io andrò giù, seguendoli. So che accadrà, perché avverto con sempre maggiore precisione. Sempre più. Sempre più. E io non so essere pronta ad ammettere di essere sempre più aliena, condannata a solitudini e ansie che non voglio, che non mi sono cercata.
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