Ho sempre pensato che Battisti non facesse per me.
Forse sto invecchiando. Me ne accorgo, perché da un po’ di tempo mi rendo conto di ascoltare, guardare, sentire con occhi diversi e sensi nuovi. Perché, in fondo, un conto è avere spirito giovane, quello per affrontare la vita. e quello ce lo devo avere per forza. un altro conto è sentirsi già maturi; in fin dei conti la mia giovinezza è inziata così presto, sì. è come se fossi passata direttamente dalla culla all’età adulta. Come se fossi nata adolescente. dall’età della ragione ho avuto pochi anni di reale serenità. e adesso cerco di ricomporre pezzi di un’esistenza che, caduta a pezzi, grida per essere ricomposta. quello che sto facendo è questo. cercare la mia strada, capire le origini della mia malinconia. so cosa è successo, ma a volte vorrei darci un nome più preciso a tutta questa roba. la mia mente è un groviglio strano e oscuro. riuscirò a trovare un capo del filo, lo so. lo spero. ne sono sicura. ma davvero? vorrei più sicurezze, più “per sempre”, meno “forse”, “ma”, “non lo so”. meno no e più si. vorrei più affetto e più solidi abbracci. meno parole dure e fredde, più tenerezze. vorrei più carezze per sguardi, sguardi per carezze. vorrei agire di più e ragionare meno. vorrei che il cuore fosse il mio prediletto organo di senso.

Ora che ci penso vorrei un bacio da esquimese.

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