alice

Quella era una testa svitabile in piena regola. Lei si faceva svitare e poi rotolava lontano. Specialmente adorava essere svitata sui treni, sugli autobus; in tal modo poteva viaggiare. Tanto tempo prima, quando era solo una testina, una piccola testina di bambino, aveva sognato di potersi staccare. Voleva vedere il mondo. Non si accontentava di quelle vedute di mappamondi e di cartine geografiche attaccate con le puntine. ah, quei muri grigi… quanta malinconia prendeva la nostra testa quando ripensava a quei tristi momenti! Quanta tristezza! Le lacrime cominciavano presto a bagnare i suoi occhi grigi. Anche le radici dei suoi capelli tiravano e formicolavano. Ah, pure i capelli volevano scappare da quel rimuginare! Ma, ormai, quelli erano tristi ricordi. Adesso, quel bambino non sapeva neppure più dove fosse, cosa e come fosse diventato.  Non molto tempo dopo, infatti, decise di abbandonarlo. Era giunta l’ora! Alla testolina non importava nulla di lui. Un bambino senza di lei non era niente di più che un mero burattino. E visto come l’ aveva trattata, se l’era meritato. Aveva osato comportarsi con lei come con una cosa senza senso. Come con una “cosa”!!! La testa dava i comandi e il bimbetto non aveva ubbidito, andando da solo, sempre a cacciarsi nei pasticci. Pensando a questo, capii che forse bisognava trovare un portatore più semplice da manovrare. Così, non molto tempo dopo, trovò un giusto bersaglio. Un uomo ridotto molto, molto male, un tipo che passava tutto il suo tempo a bere e a bere, auto-annullando la sua volontà. Fu facile prendere possesso di lui e per un po’ tutto fu bello. L’uomo era davvero fragile e la testa poteva portarlo dove voleva, poteva fargli compiere qualsiasi nefandezza e qualsiasi gesto nobile. Dopo un po’, però, la testa cominciò a sentirsi annebbiata, a non capire più nulla. Cercò di far cessare all’uomo di bere, ma, nonostante i suoi sforzi, tutto fu vano. Desiderava solo dormire e non svegliarsi più. Così, il giorno Venerdì 17 ottobre, alle ore 17e17, prese la decisione di andarsene per sempre e lasciare quel rifiuto umano. La testa era davvero saccente e credeva di essere superiore a tutto e a tutti. Desiderava ardentemente un portatore davvero degno di lei. Capitò, così,  nei pressi di un luogo colorato, con un tendone variopinto e animali feroci, persone strane, di tutte le razze e culture, anch’esse abbigliate in modo multicolore.  Mentre rotolava, sola e curiosa, notò un capannello di persone, piangenti, riunite attorno a un qualcosa che non si riusciva a scorgere. Decise di avvicinarsi e così ebbe davanti il più terribile spettacolo mai visto prima sulla faccia della terra …

continua…

 

p.s: grazie alla splendida, meravigliosa, zietta margheritona Claire per avermi dato quest’idea, durante una delle nostre conversazioni un po’ folli ❤ …  io ci ho provato, ma stava diventando una storia troooppooo lungaaaa!!!

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