Oggi è la festa del papà.

Io e mio padre siamo sempre stati cane e gatto. Non siamo mai andati d’accordo.
Mio padre sotto molti aspetti è rigido e pragmatico, mentre io “pesco” sempre, metaforicamente parlando: lui non lo sopporta. Vorrebbe una figlia manager in carriera sempre “al pezzo”. Invece, povero babbo, si è ritrovato me. Io sono lenta, riflessiva; se mi parla, ci sta che mi deve ripetere le cose più e più volte, perché io sto sempre sulle nuvole. A casa mi metto il pigiama e calze di lana e mi aggiro come un fantasma, aggiungiamo anche che la borsa dell’acqua calda è la mia fedele compagna. Lui la odia. Sospetto, anzi, che sia stato proprio babbone a praticare minuscoli buchini in essa al fine di farmi allagare il letto. Quest’anno è già successo innumerevoli volte ed è impossibile che tutte quelle fallate capitino a me. Impossibile. Per cui quest’anno ho deciso che fonderò un’associazione per i diritti lesi delle borse termiche. Se volete, potrete contribuire a questa nobile causa inviando fondi. Poi vi darò le coordinate bancarie. Le mie.
Tornando a noi, io sono pigra, lui attivo, lui si intende di numeri e finanza, io non so manco la tabellina del cinque. Senza contare, tutte le volte che mi ha preso per il culo davanti al mondo, perfino ai miei amici e fidanzati, palesando loro l’entità orrorifica delle mie “puzzette”. Per giunta quella era una falsità bella e buona, perché io “certe cose” non le faccio.
Comunque, mio padre è il classico padre che prende per il culo pesantemente i suoi figli, provocandogli turbe psichiche sin dall’ infanzia, perché come è stato scientificamente dimostrato i bambini non “capiscono” l’ironia e il sarcasmo. Infatti io, a causa degli innumerevoli traumi subiti, ho iniziato a leggere compiutamente e dal nulla a 4 anni. Questa storia è avvolta nel mistero, nessuno sa come io abbia fatto e come sia stato possibile. Mio padre, in quel periodo, continuava a prendermi in giro perché avevo preso l’abitudine di registrare la mia voce e quella di un altro bambino (ovviamente ero io che facevo entrambe le “parti”) sul lettore musicale/registratore della Playschool che era tanto un amore. Mi prendeva in giro parlando con quel mio amico immaginario invece che con me. Sta di fatto che quando iniziai a leggere e lui mi chiese sconvolto dove avessi imparato, la mia risposta fu: ” Ma come papà! Lo dici tu che ho un amico immaginario più intelligente di me. Mi ha insegnato lui”. E, dopo aver accertato che nessuno mi aveva insegnato, mi sequestrò il mio gioco. E non lo rividi mai più.
Forse gli amici immaginari non sono poi tanto immaginari!? Forse dentro gli armadi si nascondono strani esseri che con l’oscurità fuoriescono strisciando dai loro nascondigli per insegnare alfabeti a bambini indifesi!? Queste (ed altre) domande rimarranno il suo incubo ricorrente per il resto dei suoi giorni…

Oggi finalmente è giunto il momento della mia vendetta.
Oggi, mentre era al lavoro, ho pensato bene di fare una cosa tenerosa che non si sarebbe mai aspettato. Io che non gli ho mai fatto un regalo in venticinque anni. Io che per anni non gli ho praticamente parlato. Io che sono andata a vivere da mia nonna anche per non abitare più con lui. Io gli ho registrato un video. Cioè, mi sono limitata a “cantare” (parolone :D) sopra a una canzone di De André, una delle sue preferite, e poi gliel’ho inviata.

Mi sento felice, nonostante tutti i litigi e gli scleri, che babbone sia il mio babbone. Mi ha insegnato tante cose che solo un genitore può insegnare ai figli. Sono felice di stare ripagando i miei debiti di gratitudine. Sono felice di aver capito, tramite il Buddismo, che i genitori me li sono scelta da sola e che quindi c’è un perché se sono nata nella mia famiglia. E questo mi piace! Mi ha fatto capire cose davvero fondamentali!

Tanti auguri babbo :3

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