Avreste dovuto lottare
la storia ci rimprovera
venivano avanti
divoravando compatti l’orizzonte;
e fu uno sbattere d’imposte
un barricarsi
sotto lenzuola e tende,
una paralisi
rotta dalle preghiere.
Ne vidi uno solo
tutto mandibole e rostri
una molla uno scatto
nel mimetismo della corazza
esatto come ogni macchina di guerra
con un guanciale sulla testa
uscii all’ aperto in un sole d’ecclissi
e come Plinio Il Vecchio
o uno storico del Ghetto
la passione del fenomeno
mi perdette.

da DENTRO LA SOSTANZA (1965) – NELO RISI (1920).

Nelo Risi è il fratello del celebre regista Dino Risi.
Anche lui è stato regista, più precisamente documentarista.
È legato a un’idea della poesia che si può ascrivere al filone lombardo, dunque poesia nata sulle idee dell’ Illuminismo e del moralismo, da Parini in poi. Estraneo all’ ermetismo e alle avanguardie, è stato però intelligente da cogliere gli aspetti migliori di tutto quel sperimentare.

La sua è una ideologia di sinistra, per cui nel Dopoguerra venne deluso, un Po’ come tutti gli intellettuali che avevano fatto la Resistenza e si sarebbero aspettati grandi cose dalla politica. Il suo realismo e la sua propensione al civile, egli sentì che erano inutili, anche in poesia. Allora cercò di proteggersi e schermarsi, finendo per epurare i temi politici e a parlare di sé.  Logicamente fece questo con ironia e, io personalmente, ci vedo anche un po’ di sarcasmo, come accade a tutti quelli che ricevono uno smacco.
Più tardi tornò alle sue origini. In fin dei conti Risi era “fatto” per parlare delle sue idee politiche. È la cosa che gli riesce meglio. È la sua passione.

È inutile dire che mi piace molto 🙂

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