Sessantanni fa, nella primavera del 1953, si svolse una serie di lezioni del secondo presidente della Soka Gakkai Josei Toda chiamate informalmente le “lezioni del venerdì”. Gli incontri si tennero presso la sala civica di Toshima a Ikebukuro, appena completata, nel quartiere Toshima di Tokyo, la zona dove sorgeva il carcere nel quale durante la seconda guerra mondiale erano stati imprigionati il fondatore della Soka Gakkai Tsunesaburo Makiguchi e lo stesso Toda, che avevano lottato contro la repressione delle autorità militariste giapponesi.
Quest’anno (2013,n.d.r) cade il settantesimo anniversario del loro arresto e della loro detenzione che subirono per non essere scesi a compromessi rispetto alle loro convinzioni. Nel 1953 il centro di detenzione di Tokyo nel quale erano stati confinati sorgeva ancora a fianco della sala civica di Toshima.
Toda iniziò queste lezioni con la forte determinazione di dare inizio alla lotta per kosen rufu partendo dalla sala civica di Toshima, nello stesso luogo in cui il suo maestro (Makiguchi) aveva dato la vita per il Sutra del Loto.
Ogni venerdì, quando si teneva la lezione, c’era un gran viavai di membri che si affrettavano per raggiungere la sala civica dalla stazione di Ikebukuro per non arrivare in ritardo. Quando un membro che partecipava per la prima volta chiese indicazioni, gli fu risposto: “Esca sulla strada principale e vedrà un flusso di persone vestite semplicemente che portano grosse borse e corrono nella stessa direzione. Basta che le segua e arriverà alla sala civica”.
Le lezoni erano aperte a tutti i membri. Alcuni arrivavano direttamente dal lavoro con ancora indosso uniformi o tute, altri venivano con i bambini piccoli sulle spalle, altri ancora avevano il solo denaro sufficiente a prendere il treno all’andata e ritornavano a casa a piedi.
Ognuno di loro, nonostante i problemi e le difficoltà personali, voleva partecipare alle lezioni a tutti i costi…

DAISAKU IKEDA – SPIEGAZIONE DEL GOSHO “I TRE MAESTRI DEL TRIPITAKA PREGANO PER LA PIOGGIA”. BUDDISMO E SOCIETÀ, NR. 162.

P.S: mi ha così commosso, questo brano, che ho deciso di condividerlo con voi 🙂

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