SOGNANDO RIOMAGGIORE AL LUNEDì.

Girovagare alle due e mezza del pomeriggio per la mia città, in cerca di cibo, un cielo plumbeo da contorno e un’aria umida. Ho sognato di prendere il treno e , dopo 10 minuti, arrivare a Riomaggiore. Giornata splendente e mare azzurro e calmo che si apre appena scese le scalinate. Certo, ogni anno il biglietto del treno aumenta e non è una cosa simpatica. Lucrare sullo star bene delle persone dovrebbe essere reato. Mi siedo su una panchina, dopo aver sorriso all’anziano signore, già seduto, e alla sua badante. Dopo poco arriva un’amica di lei e attaccano a parlare in romeno, il signore mi guarda e capisco che vuole fare due chiacchiere, così mi chiede quanti anni ho e cosa faccio e mi dice che ho un bel sorriso. Comincio a dirgli quanto sarebbe bello andare a Riomaggiore, se fosse estate; e lui mi risponde… si, ma non sarebbe meglio andare a Portovenere!? E’ vero, signore, è vero… quanto ha ragione lei, con la saggezza dei suoi novantanni. E quando mi dice che lui ha fatto la Resistenza, ripenso a mio nonno che invece era in Africa e poi, prigioniero, in America e alla sua vita straordinaria e alla sua cultura silenziosa e alle sue poesie e mi esce una lacrimuccia che però ricaccio indietro.
Il signore se ne accorge e fa un sorriso, però non dice niente. Io rispondo solo:” Pensavo al nonno”.

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