Archives for the month of: February, 2014

Da ieri, la mia linea telefonica non va. Un segno del destino che non esiste, perché niente è un caso.

Però oggi riflettevo sulla mia ingenuità e, invece che odiarmi come al solito, ho capito di volermi bene, anche quando le mie debolezze si fanno più sentire.

Ho deciso di andare dalla mia amica, sto scrivendo da lei. Guardo le focacce e le torte di verdure e mi sento fortunata e felice, non solo di mangiarmele, ma soprattutto di stare qui. Seduta in questa cucina, con lei che legge e io che scrivo e penso.

Abbiamo parlato, abbiamo fatto daimoku, abbiamo letto brani di Ikeda dai giornali. Col cane che salta e col gatto che miagola.

 

E non fa niente se sono ingenua, non fa niente se idealizzo sempre tutto e tutti e se ci resto male perché le persone sono volubili, compresa me, non importa se ieri ero arrabbiata con me stessa perché realizzavo tutte queste cose.

NON FA NIENTE. PERCHé IO MI VOGLIO BENE! CAZZO!

 

Hello?

 

 

Advertisements

GIORNO PER GIORNO - 27 FEBBRAIO.

In origine, la vita di ciascuno è uno specchio splendente. La differenza emerge in relazione al fatto di lucidare questo specchio: uno specchio lucidato riflette la vita di un Budda, mentre uno specchio appannato riflette quella di un comune mortale. La recitazione di Nam myoho renge Kyo (=daimoku) lucida la nostra vita.
DAISAKU IKEDA.

Gli occhi che piangono di più sono anche quelli che vedono meglio.

VICTOR HUGO.

 

P.S: meno male, allora io ci vedo benissimo 🙂

IN FONDO.

Perché. In fondo. il mio. compito. è quello. di. aiutare le persone. a star meglio.
E poi. quando stan meglio. o peggio, mi scaricano. SEMPRE.

Ma. in fin dei conti. questo non mi pesa, anzi.
Il mio compito, la mia missione, la mia vita è proprio volta a questo scopo: far capire agli altri a che punto sono del proprio percorso.
Sono brava in questo.

Ultimamente, riesco ancora più a leggere dentro le pagine delle vita altrui e non mi da fastidio, non mi provoca malesseri.
Ho sempre saputo che questa sarebbe stata anche la mia condanna.
Ma in fondo, io ci sto bene. Ho imparato a volermi bene e con questo ho imparato ad amare la mia solitudine, che è una condizione soprattutto interiore.
Anche quando non sono sola, in realtà sono sempre un po’ sola.

La mia felicità è avere persone che mi amano così, nonostante la mia “pesantezza” interiore, nonostante la mia tristezza sempre dietro l’angolo, nonostante la mia lacrima facile. Questa è la più grande fortuna di un essere umano.

GIORNO PER GIORNO - 26 FEBBRAIO.

Il Buddismo insegna che la vita abbraccia in ogni istante tutti i fenomeni. Questa è la dottrina del mutuo possesso dei tremila mondi, insegnamento definitivo del Sutra del Loto ed essenza del Buddismo. Poiché la nostra vita interagisce profondamente con quella delle persone che ci circondano, la nostra apertura, il nostro impegno nell’ambiente e nella comunità locale sono di vitale importanza. Una pratica isolata o la teoria senza azione non sono Buddismo.
DAISAKU IKEDA.

“Nonna, ma tu ce l’hai il diploma delle elementari?”
“Si, si che ce l’ho”.
“E quello delle medie?”.
“No, quello no, perché c’era la guerra. È iniziata che avevo otto anni ed è finita che ne avevo tredici. E poi nel frattempo ero già andata a cucire”.

Nonna era una sartina alta e magra, coi tacchi e le gonne e le camicette belle che si cuciva da sola. Nonna ogni mattina si alzava all’alba e scendeva giù dalle colline e dopo un’ora arrivava al quartiere dei ricchi, dove andava nelle ricche case per fare i vestiti alle signore ricche. E quando le signore le permettevano di tenersi i rimasugli di stoffa, allora, si faceva i vestiti per sé. Mia nonna era sposata con un bel ragazzo moro con gli occhi neri e i riccioli che veniva da uno di quei paese sperduti nel nostro entroterra, di professione operaio nella fonderia. Hanno fatto una bambina che è morta troppo presto e poi un’altra bambina: mia madre. Hanno fatto tanti sacrifici. E poi mio nonno è andato in pensione. E dopo un anno è morto per un tumore ai polmoni, dopo aver respirato tanto amianto al lavoro e dopo essersi portato dietro tutte quelle bruciature accumulate negli anni.
Ma in fin dei conti c’è stato un lieto fino.
Un lieto fine un po’ amaro.

lericchesignore

(le ricche signore)

Ho ricevuto un kan di monete e un contenitore di bambù. Il potere dell’arco determina il volo della freccia, la potenza del drago controlla il movimento delle nuvole e la forza della moglie guida le azioni del marito. Solo grazie al tuo sostegno adesso il signor Toki è potuto venire a visitarmi qui. Osservando il fumo si conosce il fuoco, osservando il movimento delle nuvole si conosce il drago, osservando il marito si conosce la moglie. Ora incontrando il signor Toki, mi sembra di vedere te. Mi ha rallegrato sentire dal signor Toki che, pur nel dolore per la morte della madre, era grato che fosse spirata in pace assistita premurosamente da te e che non potrà mai dimenticarlo in nessuna esistenza a venire. Adesso la mia preoccupazione principale è la tua malattia. Con la convinzione che guarirai, continua il trattamento con la moxa per tre anni, regolarmente come se lo avessi appena iniziato. Anche chi è libero dalla malattia non può sfuggire alla transitorietà della vita, ma tu non sei ancora vecchia e, poiché sei una devota del Sutra del Loto, non andrai incontro a una morte prematura. Sicuramente la tua non è una malattia karmica ma, anche se lo fosse, puoi contare sul potere del Sutra del Loto.
Il re Ajatashatru, abbracciando il Sutra del Loto, prolungò la sua vita di quarant’anni e Ch’en Chen prolungòla sua vita di quindici anni. Anche tu pratichi il sutra del Loto e la tua fede è come la luna crescente o la marea che si alza. Sii profondamente convinta che la tua malattia non può durare e che non è possibile che la tua vita non venga prolungata! Prenditi cura di te e non affliggere la tua mente. Quando ti senti triste, pensa a Iki, a Tsushima e a Dazai fu. Oppure pensa alla gente di Kamakura: vivevano felici come in paradiso, ma oggi, quando i soldati partono per Tsukushi, la separazione delle mogli e dei figli dagli uomini che se ne vanno, è simile alla corteccia che viene strappata dall’albero. Piangono guancia a guancia, gli occhi negli occhi. Gli uomini si allontanano sempre più, attraversano la spiaggia di Yui, Inabura, Koshogoe, Sakawa e il passo di Hakone; e mentre i giorni passano uno dopo l’altro, vanno sempre più lontano e i fiumi, le montagne e anche le nuvole li separano. Sono scortati dalle lacrime e il dolore è loro compagno. Come devono essere tristi! Mentre si lamentano così, se le schiere dei mongoli li assaliranno, potranno esser fatti prigionieri in terra o in mare e andranno incontro a terribili sofferenze sulle navi o a Koryo [sulla penisola coreana]. Ciò è interamente dovuto al fatto che Nichiren, il devoto del Sutra del Loto, che è senza colpe ed il padre e la madre di tutto il popolo giapponese, è stato senza motivo alcuno ingiuriato, picchiato e messo alla berlina per le strade. Tale follia ha provocato il biasimo delle dieci figlie del demone, generando la situazione attuale. Inoltre nel futuro si verificheranno eventi che saranno cento, mille, diecimila e centomila volte più difficili da sopportare. Vedrai con i tuoi occhi succedere cose incredibili. Se consideriamo che sicuramente diventeremo Budda, non c’è niente di cui lamentarsi. Anche se tu diventassi imperatrice, a cosa ti servirebbe? Anche se rinascessi in cielo, che scopo ci sarebbe? Tu seguirai la strada della figlia del Re Drago,sarai pari alla monaca Mahaprajapati. Che felicità! Che felicità! Recita Nam-myoho-renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo.
Con profondo rispetto, Nichiren
Il 27 marzo Ad Ama Gozen.

LETTERA (GOSHO) SCRITTA DA NICHIREN ALLA SUA DISCEPOLA MONACA LAICA TOKI. 1276.

 

NICHIREN DAISHONIN (1222_1282) È COLUI CHE HA INIZIATO LA CORRENTE DEL BUDDISMO DEL SUTRA DEL LOTO. Era solito scrivere ai discepoli, uomini e donne, laici e non, delle lettere che noi chiamiamo gosho. Comunemente siamo soliti titolare i gosho per poterli meglio distinguere gli uni dagli altri; questo si chiama L’arco e la freccia. Nei gosho Nichiren incoraggiava i discepoli e li consigliava. Ogni volta mi sorprende quanto fosse premuroso con queste persone, era anche molto pragmatico e diceva loro che era inutile che pregassero e pregassero, se poi non si curavano dei loro mali. Questo mi sorprende se pensiamo alla mentalità comune medievale che diceva che era dio a volerci come siamo e per questo non si poteva reagire di fronte alle avversità.
Inoltre, Nichiren era già allora contrario alla guerra e aveva scritto un testo, Adottare l’ Insegnamento corretto per la pace nel paese, proprio su questo argomento, in cui ammoniva duramente i governanti e li avvisava che se avessero continuato ad essere così disuniti e litigiosi, presto sarebbero stati sconfitti. Poco dopo i mongoli attaccarono il paese. Effettivamente Nichiren fece delle previsioni che poi si avverarono. È anche sorprendente il fatto che lui considerasse di pari valori uomini e donne.

L’insegnamento di Nichiren era davvero rivoluzionario e proprio per questo venne perseguitato “con spade e bastoni” dai governanti dell’epoca, venne esiliato e mandato a morte. Per fortuna riusci a scampare alla morte e venne sempore aiutato dai suoi amorevoli discepoli.

Questo Gosho è quello che dobbiamo studiare per lo studio del mese, oggi me lo leggerò con le spiegazioni del mio maestro Daisaku Ikeda. Ikeda scrive sempre delle spiegazioni stupende e sopratutto molto incoraggianti. E guarda un po’ c’entrano sempre con quello che sto passando in quel dato momento della mia vita 🙂

GIORNO PER GIORNO - 25 FEBBRAIO.

Gandhi insegnò alla gente a vivere con un coraggio da leoni, spiegando che non si può lasciare la responsabilità delle cose agli altri, ma che ci si deve alzare da soli e lottare per la giustizia. In definitiva il solo modo per avanzare è aver fiducia in se stessi e sviluppare uno spirito indipendente. Questo è il solo cammino che ci condurrà alla vittoria.
DAISAKU IKEDA.

…E ci hai visto su dal cielo
ci hai provato e piano sei venuta giu’
un passaggio da un gabbiano
ti ha posata su uno scoglio ed eri tu…

🙂

Condurre un’esistenza egoista non è Buddismo. Se non ci basiamo sulla Legge non stiamo praticando il Buddismo. Lo scrittore tedesco Friedrich von Schiller scrisse: “L’uomo coraggioso pensa a se stesso per ultimo”. Questo è lo stesso spirito del non risparmiare la propria vita che viene insegnato nel Sutra del Loto. Ciò significa aver cara più la Legge che la propria vita. La Legge e kosen rufu sono punti centrali.

DAISAKU IKEDA.

dndndn