IL MIO GIOVEDì.

Il mio giovedì è stato bello.
Ho rivisto dopo tanto i miei compagni di fede. Abbiamo fatto meeting di studio 🙂

Abbiamo letto un gosho di Nichiren… che non caso (il caso per il buddismo non esiste) c’entrava proprio con quello che ho passato in questi giorni.

I gosho sono lettere che Nichiren, monaco medievale che ha “fondato” questa corrente di Buddismo, scriveva ai suoi discepoli. Nichiren aveva studiato tutti gli insegnamenti del Budda Shakyamuni e, dopo anni di studio, aveva capito che solo il Sutra del Loto era l’unico che poteva portare tutti gli uomini alla Buddità, cioè all’illuminazione, alla condizione suprema del Budda. Il mio buddismo , infatti, viene chiamato Buddismo del Sutra del Loto.

Io sento molto vicino Nichiren, non a caso ho chiamato il mio blog proprio col suo nome, che in giapponese significa “sole-loto”.
Lo considero un rivoluzionario. Le sue idee, a quei tempi, avevano scombussolato molto tutto il panorama delle religioni, contando anche che in quel tempo i signori feudali che governavano il Giappone erano molto influenzarti dai vari maestri delle altre dottrine. Pensate solamente che Nichiren aveva capito che il Sutra del Loto poteva portare tutti alla Buddità, e non in un altro momento, non dopo la morte e non dopo ere ed ere di pratiche austere, ma in questa vita presente, così come siamo. Questo viene esemplificato nel XII capitolo del Sutra dalla figlia del re drago ( il re dei Naga) e da Devadatta che raggiungono entrambi la Buddità. Devadatta, rappresenta la malvagità, in quanto tentò di far fuori Shakyamuni in un modo molto subdolo. Mentre la storia della bambina drago è quella che mi comnmuove di più: raggiunse l’illuminazione nel suo corpo di bambina, femmina e mostro, solo perché aveva il cuore puro; lei donò al Budda una gemma preziosa, con quel cuore così aperto e  generoso.  Questo penso che, al tempo, fu la cosa che nessuno voleva accettare, infatti per molte scuole le donne potevano illuminarsi solo dopo millemilamilioni di anni di pratiche austere e,soprattutto, solo rinascendo uomo.

Venne duramente perseguitato durante tutta la vita, venne esiliato e cercarono di ucciderlo. Ma Nichiren non mollava mai, nonostante fosse odiato da tutti. E i suoi discepoli, poi, lo seguivano nonostante rischiassero la vita.

Mi stupisce sempre l’umanità che mostra verso di loro… gli dava persino consigli di salute 🙂 In una lettera che ho letto da poco addirittura raccomandava ad alcuni di essere cauti nel manifestare apprezzamento verso di lui, perché aveva paura che le autorità facessero loro del male.

Questa sera, mi sono commossa… toccava a me leggere… la lettera si intitola “I tre maestri del Tripitaka pregano per la pioggia“. L’inizio dice così:

Un albero che è stato trapiantato non vacillerà, anche in presenza di forti venti,
se vi è un solido palo che lo sostiene. Ma anche un albero cresciuto nella sua sede
naturale può crollare se le sue radici sono deboli. Anche una persona debole non cadrà
se coloro che la sostengono sono forti, ma una persona di notevole forza, se si trova
sola, potrebbe perdere l’equilibrio lungo un sentiero accidentato.”

Solo da questa citazione, potete benissimo capire che io sono quell’albero, i pali che mi sostengono sono i miei compagni di fede e le radici sono quelle che sto cercando di crearmi, con immensa fatica, ma anche con tanta gioia nel cuore 🙂

P.S:  può benissimo essere che io abbia detto qualcosa di poco corretto,  ho studiato quasi tutto quello che so su questo Buddismo praticamente da sola,  dunque se qualche altro mio compagno di fede più esperto trovasse qualche imprecisione, mi farebbe piacere un avvertimento 🙂 Grazie ❤

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