“L’ ingresso in Lager era invece un urto per la sorpresa che portava con sé. Il mondo in cui ci si sentiva precipitati era sì terribile, ma anche indecifrabile: non era conforme ad alcun modello, il nemico era intorno ma anche dentro, il “noi” perdeva i suoi confini, i contendenti non erano due, non si distingueva una frontiera ma molte e confuse, forse innumerevoli, una fra ciascuno e ciascuno. Si entrava sperando almeno nella solidarietà dei compagni di sventura, ma gli alleati sperati, salvo casi speciali, non c’erano; c’erano invece mille monadi sigillati, e fra queste una lotta disperata, nascosta e continua. Questa rivelazione brusca, che si manifestava fin dalle prime ore di prigionia, spesso sotto la forma immediata di un’ aggressione concentrica da parte di coloro in cui si sperava di ravvisare i futuri alleati, era talmente dura da far crollare subito la capacità di resistere. Per molti è stata mortale, indirettamente o anche direttamente: è difficile difendersi das un colpo a cui non si è preparati”.

PRIMO LEVI – I SOMMERSI E I SALVATI.

Ho letto recentemente questo libro e mi è piaciuto molto.

A differenza di Se questo è un uomo, qui Levi non racconta le vicessitudini patite nei campi, ma cerca di dare una spiegazione razionale di ciò che accadde.

E’ stato uno dei libri più strani e belli che io abbia letto negli ultimi anni,  ve lo consiglio.

Primo Levi aveva una mente davvero straordinaria.

Ho scelto di pubblicare una citazione da questo libro perché, secondo me, quel che lui dice dei Lager può andare bene anche per tutti gli altri fenomeni simili all’OLOCAUSTO,  nei termini di una consapevole decisoione di annientare un popolo, una razza, un’etnia da parte di un altro popolo, da parte di un’ altra razza e di un’altra etnia. Come qualcuno fa notare, non c’è stato solo quello che è accaduto in Germania. Così evitiamo ogni tipo di polemica.

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