PIANGO FACILMENTE.

Va bene che questo per me sia un periodaccio nero, va bene che io mi senta sola, va bene che mi senta usata dal 99% delle persone che reputo importanti per me, va bene tutto.

Ma, cazzo, sto piangendo a catinelle.
Basta il nulla ed io piango.

In tanti mi dicono che ne ho passate così tante, di cose, e ben peggiori, che non dovrei fare così.

Eppure io piango, nonostante gli sguardi di disapprovazione, di disperazione, di affetto… io piango lo stesso.

Forse sarò superficiale. Sono consapevole che al mondo ci siano persone che stan peggio di me. Mi sento in colpa per questo.

Ed è strano, è una cosa nuova.
Io non ho quasi mai pianto.
Ho convissuto con la malattia fin da bambina; mi sentivo immune dal dolore, proprio perché alla fine ci sono passata in mezzo, e non solo in mezzo al mio, ma anche a quello di altri.

Pensavo di saperlo affrontare, perché questo fantomatico amico non mi ha abbandonata mai, neppure da grande.

E’ come un inseguitore, un po’ come il cacciatore di Biancaneve, che la seguiva per strapparle il cuore dal petto.
Poi, ha avuto pietà e l’ha lasciata andare.
Il mio inseguitore, però, non mi lascia andare.
Almeno per ora, mi sembra così, anche se so che è solo una mia idea, qualcosa che è dentro al mio cervello.

Intanto piango ancora un po’.
Si vede che è il momento giusto.

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