In questi DUE, ben due, mesi ho fatto tantissime cose. Tutte cose inerenti alla mia scomparsa, quasi una prematura dipartita da questo mondo così strano e moltiforme e, soprattutto, infedele.

Ho letto, per prima cosa, e tanto. Circa una cinquantina di libri accumulati in anni e anni di certosino accumulo compulsivo. Persino quella Austen che non c’era verso.
Ho studiato. Ho studiato letteratura contemporanea, quelle circa duemila pagine che ancora non riesco a ricordare. Troppi nomi,troppe date, troppo tutto.
Ho tagliato i capelli: frangia corta e il mio classico “caschetto” corto, che dona molto al mio viso squadrato.
Ho iniziato una dieta. 60,2 kg per 1,58 di altezza cominciavano a pesarmi troppo sul groppone.
Vegetarianesimo con punte di veganesimo. Fa molto chic. In realtà il mio senologo mi ha consigliato questo percorso, potrebbe far bene ai miei noduli al seno, altrimenti detti fibrodenomi, da me rinominati cavolfiorini per via della loro simpatica, ma non troppo, forma.
Ho una nuova amica, si chiama Martina e fa la maestra unica di prima elementare. Una persona buona ingenua, ma soprattutto alta bionda.
Ho smesso di praticare Buddismo. Un bel giorno ho deciso di non meritarmi la felicità che mi stavo guadagnando con una dura lotta di impegno e fede. Così ho deciso di smettere e star a guardare la mia vita sgretolarsi. Un po’ come stare sotto a una casa in demolizione, una casa bianca: pezzi di muro e polvere chiara ed evanescente, ovunque, che ricoprono dalla testa ai piedi. E ovviamente fanno quasi soffocare, perché quell’aria è pesante. Irrespirabile.

Sono stati i mesi più istruttivi di tutta la mia vita. Mesi di trita solitudine che mi sono autoinflitta. Mesi in cui ho capito che il male, per me, è una bestia nera con artigli e fauci aguzze. Una bestia malvagia, ma paziente, che sa aspettare. A lungo. Ma, al momento buono, annusa la mia debolezza, col suo istinto primordiale di ferinità e mi balza addosso. Mi trascina via,nella sua buia tana sotterranea e mi tiene prigioniera, infliggendomi castighi terribili. Soprattutto facendomi vivere quell’ 11 Maggio 2011 infinite volte. Mostrandomi le immagini di quel meraviglioso giovane uomo che non vedrà mai più la luce e rimarrà eternamente.
E tutto è oscurità.

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