“Sedere a una tavola ignota.
Dormire in un letto non mio.
Sentire la piazza già vuota
gonfiarsi un tenero addio”.

SANDRO PENNA.

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POST SCRIPTUM:
Ecco la mia preferita.
È la mia preferita per via di quel “gonfiarsi in un tenero addio”.
Mi fa venire in mente un pettirosso che gonfia il piccolo petto, con le penne arruffate. Solo.
Raramente credo di aver letto qualcosa di più bello e poetico.
Incredibimente meraviglioso.

Penna nacque nel 1906 e morì nel 1977, a Roma.
Era omosessuale e non l’ha mai nascosto. Nelle sue poesie penso sia molto evidente.
È stato duramente avversato dalla critica che non lo riteneva un poeta. I critici lo ritenevano solo un pervertito.
Inoltre, lo accusavano di essere monotematico, in quanto parlava solo di uomini e di amore.
Ecco la sua risposta:

« Sempre fanciulli nelle mie poesie!
Ma io non so parlare d’altre cose.
Le altre cose son tutte noiose.
Io non posso cantarvi Opere Pie. »
SANDRO PENNA.

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