OGGI. TATUAGGIO.

Oggi pomeriggio ho fatto il mio primo tatuaggio.
Sulla schiena, anzi sulla spalla.
Potrei tranquillamente intitolare questo post: cronaca di un parto 😀
Essendo abituata al dolore, non avrei mai pensato di soffrire così tanto.
Il problema è stata la mia pelle, a detta della tatuatrice la più delicata che avesse mai tatuato.
Doveva fare pianissimo, ha cambiato macchinetta o ago, questo non l’ho capito, perché la prima che ha usato diceva che poteva farmi male.
La pelle si gonfiava a ogni linea e si arrossava tantissimo.

IL tatuaggio è bellissimo, ho ricevuto i complimenti addirittura da mio padre, scettico fin dall’inizio e rimasto impressionato dalla grandezza, che non è nemmeno così esagerata, 10cm di diametro.

Devo dire che ne è valsa la pena!

Le ho chiesto se poteva dirmi quando tatuava ogni parte, volevo capire a che punto era.
Quando è arrivata alla S ho pianto, mi sono commossa.

Ho sentito il tatuaggio come un “rito”, come se finalmente avessi sciolto parte della sofferenza che mi era rimasta dentro. La tatuatrice è un’amica, ma in quel momento mi sembrava quasi un confessore. Scusate il paragone, sapete che sono buddista, ma il paragone è calzante.
Così anche io ho compiuto il mio rito catartico.

La morte di S. è stata la partenza di tutto un percorso interiore che mi ha resa tutto ciò che sono. Volevo celebrare la sua breve vita, la sua straordinaria vita.
Certo, sono stata sempre contraria al tatuaggio in sé e per sé, ma questa volta è stato diverso. Volevo sulla pelle tutti i miei valori, tutto ciò in cui credo. E volevo sulla pelle anche la persona più importante della mia vita.

Voglio poter guardare ogni giorno l’incredibile, meraviglioso viaggio dell’esistenza.
Voglio poter guardare ogni giorno la mia vittoria.
Voglio poter guardare ogni giorno il percorso che mi ha portata ad essere “responsabile” della mia felicità.
Voglio poter guardare. Ogni giorno.

Advertisements