Questo pomeriggio ho fatto merenda.

Ma non una merenda normale. Una merenda a casa di Jessica.

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La foto è brutta, però non conta.

Jessi mi prepara il the, mi da la marmellata fatta in casa e i biscotti. Io sono uno scandalo, metto lo zucchero nel the. E mangio quintalate di biscotti.

Chiacchieriamo io e Jessica, chiacchieriamo tanto tanto tanto.

Alla fine mi da una notizia che mi lascia sconvolta: domenica, ieri, è andata al Kaikan, il nostro centro culturale buddista, e le hanno dato una grande responsabilità, è diventata responsabile di Capitolo. Il Kaikan non sta nella mia città, ma in una città a 100 km da qui.

In pratica la mia associazione è organizzata in un modo particolare, io non imparo mai. Così la mia amica Jessi mi ha fatto uno schema, anche se io lo chiamo “schema al contrario”, perché parte dal “basso” e va verso “l’alto”:

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In pratica, noi membri siamo divisi in GRUPPI, a seconda più o meno del luogo della città in cui abitiamo. Ogni grupopo ha due responsabilli, membri come noi, che però si assumono la responsabilità di organizzare i Meeting, in giapponese ZadanKai, due volte al mese, le preparazioni dei meeting e vari altri eventi. Poi ci incontriamo nelle case che molti di noi mettono a disposizione. Cosa che io non posso mai fare, perché vivo con nonna, e sta cosa di non poter OFFRIRE LA MIA CASA mi fa un po’ soffrire.

Dopo il gruppo, c’è il SETTORE, che riunisce tutti quanti i gruppi.

Dopo il settore, troviamo il CAPITOLO, che riunisce altri settori.

Poi c’è l’HOMBU, che riunisce tutti i capitoli.

Lei era la responsabile del mio gruppo ed ora non ci sarà più. Adesso dovrà girare in tutti i gruppi, a turno con gli altri responsabili come lei, per sostenere anche loro. So già che mi mancherà, anche se prevale la mia felicità per lei, che sta facendo un lavoro immenso. Si impegna sempre in prima linea per assicurare che noi tutti stiamo bene, per sostenerci e incoraggiarci. OLtretutto, è diventata anche la mia migliore amica.

La nostra amicizia è strana e molto profonda. Oggi, volevo piangere, ma non ho pianto. Perché raramente piango esternamente. Mi commuovo sempre internamente. E lei se ne accorge ogni volta. iL nostro legame è molto forte, anche perché è condiviso con il nostro maestro, anche se sta lontano in Giappone.Oggi le dicevo quanto il nostro maestro mi manchi, proprio come manca un amico quando parte e sta via molti mesi. Quando penso a lui, mi commuovo sempre. Lei mi ha risposto che questo capita perché ho un forte legame con lui.

Quindi, dicevo, è stato un pomeriggio molto emozionante.

Tutti i giovedì, dopo meeting, mi fermavo a mangiare  a casa sua, con la sua meravigliosa famiglia, una famiglia un po’ il contrario della mia. Ormai, mi sento proprio a casa quando sono lì, cosa per me rarissima, perché io a casa degli altri mi sento sempre in ansia e sotto giudizio. Casa mia è più triste e più perfetta, tutto è al suo posto preciso e io mi ci sento un po’ stretta. Lì invece mi sento proprio a mio agio, come dentro a un vestito un po’ comodo.

Ci scambiamo i libri e amiamo entrambe la poesia, lei ama Gozzano, il suo “Gozzi”. Siamo entrambe un po’ goffe. Siamo due persone che fanno fatica ad accettarsi come sono, così il sostegno reciproco è diventato fondamentale. Siamo due persone che hanno fatto cambiamenti immensi.

Siamo due giovani donne. E stiamo diventando grandi insieme.

P.s: LEI È JESSICA*.* TIMIDONAAAA

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