LA FEDE PER ME. E, QUINDI, LA MIA VITA.

Come ormai sanno anche i sassi, sono Buddista.
Ho iniziato due anni fa, quando ero ferita dentro. Una ferita così profonda che non guariva più. Ero una persona sprofondata nel torpore più oscuro. Soffrivo.

Soffrivo perché improvvisamente la persona che avevo amato per sedici lunghi anni non c’era più. E, se contate che ho solo 24 anni, sedici anni sono tanti. Mi ricordo ancora quando l’ho visto per la prima volta, era piccolo, tondo e grinzoso. Orrendo. Una sua pisciatina sulla mia faccia è stato il nostro primo incontro.

Gli ho insegnato tutto quello che io, seienne, già sapevo. È cresciuto a mia immagine e somiglianza. Era sensibile come me, tenero come me, testone come me, faceva le smorfie come me, parlava come me (ed io come lui, sia ben chiaro). Due anime, simbiotiche, vicine da chissà quante vite. Quando se n’è andato, ero fisicamente lontana, eppure lo sapevo. IO SAPEVO.
Così ho vissuto per lungo tempo nel senso di colpa, anche se alla fine di colpa non ne avevo.

Ringrazio quella ragazza bellissima, che già conoscevo e che odiavo, per essermi apparsa come una mistica visione, quella mattina piovosa d’Autunno. Lei mi ha parlato di Buddismo con una passione così immensa che non ho potuto fare a meno di seguirla.
Ecco perché amo l’Autunno, per me è stato l’inizio di una rinascita.

Ho iniziato ad andare con lei nel gruppo buddista, con un’aggressività dentro che faceva paura. Ho iniziato a studiare i principi filosofici perché volevo potermi difendere dalle accuse che le persone mi rivolgevano, quando scoprivano che avevo incomnciato a seguire questa via.

Sono cresciuta in una famiglia di atei comunisti. Per me, la religione era sporca e cattiva. Tuttavia, mi sono sempre definita agnostica e non atea: percepivo qualcosa di immenso, una forza che c’era e a cui non sapevo dare nome, qualcosa di spirituale.

Ho trovato un gruppo fantastico, persone immense (tra cui l’amica di cui parlavo,LA BEA, ed un’altro fantastico dono per la mia vita, LA JESSI) che non mi hanno mai giudicata. Mi hanno preso per mano e mi hanno portata fuori da quel tunnel di tenebre. La mia aggressività si è sciolta come neve al sole. Ho continuato perché VOLEVO ESSERE COME LORO, anche se questo mi tirava fuori ogni sofferenza e mi costringeva ad affrontarla. Sono persone vere, coi loro problemi, eppure determinate nel volere vincere a tutti i costi. Così, mi hanno insegnato a lottare. E a vincere.
Ho studiato la storia della mia associazione, la vita dei Presidenti e ho cominciato a sentirli vicini. Loro sono le mie guide, i miei fari, i miei ombrelli di vita (anche se là “fuori piove un mondo freddo” 🙂 ).

Pian piano mi sono resa conto che mi sentivo sempre più forte, che ci credevo fino in fondo, perché anche io stavo diventando quella persona che avevo sempre voluto essere. Mi sono ritrovata nei valori umanistici di questa rete umana di persone fantastiche, in pieno, ed in quelli filosofici. Ero sempre stata così vicina al Buddismo, eppure non lo sapevo.

In Giapponese, c’è una parola per indicare la fede: KOKORAZASHI. Significa DIREZIONE DEL CUORE.
Per me la fede, la mia direzione del cuore, è riuscire a compiere la mia rivoluzione umana e agire concretamente per portare ogni giorno valore,speranza, determinazione, forza e coraggio nella mia vita ed in quella degli altri.

La mia Rivoluzione Umana è ed è stata un percorso, un lunghissimo percorso (non finirà mai) per imparare ad amarmi, così come sono, perché sono già perfettamente dotata, ho tutte le potenzialità in me.
Comprendere che dovevo cominciare a rispettarmi io stessa, se volevo che gli altri lo facessero. Cominciare a piantarla di farmi mettere sempre i piedi in testa da chiunque, solo perché volevo essere accettata ed amata.

In questo modo, ho cercato di arginare il mio dolore, e diciamocelo, quando dicono che poi quel dolore passa e non ci si pensa più, È UNA GRANDE CAGATA. Il dolore resta, la mancanza resta, ma adesso so che devo ringraziare la persona più importante della mia vita, perché grazie a lui ho fatto tutto questo. GRAZIE A LUI PORTO AVANTI LA MIA DIREZIONE DEL CUORE.
Grazie a lui, so che potrò essere una mamma migliore, una donna migliore, un’amica migliore, una compagna migliore, una vita unicamente e semplicemente migliore.

P.S: LO GNOMO IN FOTO SONO IO!

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