La cosa simpatica del leggere libri, è che una volta finito uno, se ne può iniziare un altro. Oppure leggerne due, tre, cinque insieme. E ogni volta cercare di non fare confusione con personaggi, trame, luoghi. Per me è lo spasso più grande che ci sia.

Comunque sia, non vedevo l’ora di finire il libro di Piccolo, così da poter iniziare Il LIBRO PRIMO DELLE CRONACHE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO, per intenderci quello del telefilm Trono di spade o Game of thrones, scritto da uno scrittore americano ciccionetto di nome George R.R Martin, che ha quell’aria da simpatico mangiatore di cheeseburger così caratteristica.

Premettendo che mi sento molto fiera di essere una delle poche persone che guardano il telefilm dall’inizio, e premettendo che mi piace tantissimo, ho deciso di leggere il libro per una sola ragione: leggendo vari spoiler di quà e di là, (ebbene si, io amo, adoro leggere spoiler ovunque) ho capito che gli sceneggiatori del telefilm hanno cambiato un sacco di cose, il che non è nemmeno così strano, dato che nella trasposizione di libri spesso avviene questa cosa. Ma il fatto è che sono stata colta da una strana frenesia di leggere il libro “vero” così da capire come, quanto e in che modo abbiano cambiato le cose, come erano in realtà i personaggi descritti e come sono stati stravolti (a quanto pare).

Non c’è niente che mi piaccia di più di criticare questo di genere di cose e di arrabbiarmici tanto, tantissimo, fino ad arrivare a rovinarmi la giornata, un po’ come è capitato quando ho visto il film di Educazione Siberiana. Quella sera sono uscita dal cinema piena di rabbia e odio verso Lilin, che aveva permesso un tale scempio: stravolgimento di trama totale dalla metà in poi, personaggi approfonditi poco o niente, ribaltamento osceno della figura di Gagarin.

A QUESTO PUNTO, AVRETE CAPITO QUANTO SONO ROMPIPALLE E PETULANTE.

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